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9 aprile 2011

Ancora pazienza alla Sapienza!

Nel 2008 viene chiuso il Corso di Laurea in Architettura degli interni e allestimento abbandonando gli iscritti a loro stessi.Patrizia G. è iscritta alla facoltà di Architettura Ludovico Quaroni di Roma, frequenta il primo anno fuori corso dell’indirizzo Architettura degli interni e allestimento.
Dal 2008 il suo corso di Laurea è stato chiuso.

Cosa ha comportato tutto questo ?
Non essendoci più determinati Laboratori o lezioni, chiusi a partire dal 2008, chiunque fosse rimasto indietro con gli studi, si ritrova a dover sostenere degli esami che improvvisamente sono stati cancellati, e con essi le lezioni e/o laboratori corrispondenti.

La vicenda ha dell’assurdo. Intervistiamo la ragazza.

Quali sono i disagi che ha comportato la chiusura del tuo Coso di Laurea ?

Patrizia: Il disagio nasce dal fatto che gli esami che mi ero prefissata di sostenere, sono magicamente scomparsi, per cui mi ritrovo a dover sostenere degli esami sostitutivi che però hanno poco o niente a che vedere con quelli stabiliti all’inizio del mio percorso universitario.

Cosa farai alla fine del tuo percorso Triennale?

Patrizia: Il fatto aggravante è che, non solo è stato chiuso il mio Corso Triennale, ma di conseguenza anche tutti i corsi specialistici consecutivi alla mia Triennale. Questo mi impedisce di accedere alla Specialistica automaticamente. Ma mi vede costretta ad iscrivermi ad altre Specialistiche con dei debiti formativi.

Se tu volessi continuare gli studi, cosa sei costretta a fare ?

Patrizia: Posso cambiare Corso di Laurea e integrare gli esami che mi mancano da sostenere; ciò mi obbliga a laurearmi in un indirizzo che non è quello che avevo scelto in partenza. Ooppure posso concludere la mia Triennale per poi iscrivermi al quarto anno di Architettura UE, sempre integrando numerosi esami che non erano previsti dal mio Piano di Studi.

Cosa vi ha consigliato i vostri docenti?
Patrizia: I miei docenti, quei pochi che sono rimasti, si sono mostrati poco chiari e poco disponibili. In più, i professori degli altri Corsi di Laurea, che ci avrebbero dovuto accogliere, non si sono mostrati disponibili a concordare programmi che includessero i nostri interessi.
Facciamo un esempio: nel mio Piano di Studi è previsto un esame di Storia degli Interni. La professoressa che avrebbe dovuto tenere il Corso, ci ha dato la possibilità di sostenere il suo esame nella sessione estiva o al massimo quella autunnale. Essendo stata bocciata a questo esame alla sessione autunnale, mi sono ritrovata a dover sostenere lo stesso con un altro docente presso un altro Corso di Laurea. Ma fin qui non ci sarebbe nulla da sindacare. Il disagio nasce dal fatto che questo secondo professore ha cambiato, a distanza di poco tempo, il programma di studio; perciò, dopo aver acquistato i libri, e dopo aver seguito quel determinato Corso, mi ritrovo a dover partire da zero; comprare altro materiale e frequentare da capo un nuovo Corso
.

Ed ecco. Questa è la situazione in cui si trova Patrizia e con lei, altri studenti iscritti presso lo stesso Corso di Laurea. Dopo la rincorsa alla creazione dei più svariati indirizzi, che nascevano con l’intento di mirare a particolari settori lavorativi, sempre più specializzati, ora si torna ai pochi e ampi indirizzi, che ci avviano verso quel tutto e niente. Di punto in bianco, chi si trova a cavallo di queste continue e indecise decisioni, è costretto a ridimensionare i propri progetti di studio, e con essi, il proprio futuro, quello stesso futuro che ci avevano promesso fino a ieri.

Margherita Teodori

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