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7 aprile 2011

Depressione “Post-Urbem”

Avete mai vagato per una grande città in cerca di riposo, calma o tranquillità? La sensazione spesso è quella di non avere scampo dalle sirene, dai clacson, dal tanfo dei gas di scarico.
Mettiamo poi di abitare a Roma. Non è facile avere l’angoscia, ovunque ci si trovi, che si possa venire derubati da un momento dall’altro sia dall’alto che dal basso. Eh si, le tasche vengono svuotate costantemente sia dai ricchi nei palazzi (per non parlare dei Palazzi) che dai ladruncoli vari nella metro.

Tutto è una corsa, andare a lavoro (i fortunati che ancora o già ne hanno uno), andare all’università, uscire la sera, affidarsi ai mezzi pubblici, cercare parcheggio. Non provate neanche per scherzo a dire “fermati e prendi una boccata d’aria” che si rischia solo di peggiorare la situazione. Appena si riesce ad avvistare un albero verrebbe quasi da sniffare l’ossigeno direttamente alla fonte, prima che assorba il tanfo del cemento.

E’ per tutti questi motivi che non soprende che a depressione colpisca di piu’ chi vive nelle grandi citta’. Proprio le metropoli, infatti, fanno ammalare il 4% degli uomini e il 9% delle donne, con un rischio piu’ elevato per ”chi abita nei quartieri periferici e in case degradate”, ma anche per chi deve convivere con ”il senso di insicurezza, la criminalita’ e la poverta’, senza dimenticare anche la maggiore presenza di minoranze etniche’‘.

Il 7 Aprile un incontro sul tema a Milano vedrà importanti scienziati e professori dibattere sull’argomento. Intanto sorge un dubbio: perché se bene o male tutti sanno a cosa vanno incontro l’afflusso verso le grandi metropoli continua ad essere un flusso quasi incontrollato?

“Vieni vieni in citta’ che stai a fare in campagna se tu vuoi farti una vita devi venire in citta’ com’e’ bella la citta’ com’e’ grande la citta’com’e’ viva la citta’, com’e’ allegra la citta’, piena di strade e di negozi e di vetrine piena di luce con tanta gente che lavora con tanta gente che produce…“. Parole di Gaber, grassetto mio. Tutti in città, andiamo a farci una nuova vita lì. E se fosse invece la città a rubarci la vita schiacciandoci tra le pareti grigie dei palazzi? Possibile che non ci sia alternativa agli uffici 4×3 e allo shopping nei centri commerciali?

“Come rimedio alla vita di società suggerirei la grande città. Ai giorni nostri, è l’unico deserto alla portata dei nostri mezzi.” Albert Camus

Tommaso Ceruso

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