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15 aprile 2011

Fiera del Disco in Memoria di Antonio Bosco

Un giusto e doveroso omaggio nei confronti di uno dei massimi rappresentanti e conoscitori della musica classica napoletana. Con queste intenzioni, domenica prossima, presso il Circolo Sociale “Maria Cristina Peluso Donadio” di Penta, frazione del Comune di Fisciano, dalle ore 10.00 alle ore 20.00 si terrà una Mostra del Disco da collezione, per ricordare il “grande” storiografo di canzoni classiche napoletane, Antonio Bosco, venuto a mancare un anno fa a seguito di una sofferta malattia.

L’evento, fortemente voluto dal figlio di Bosco, Michele, è stato organizzato da Pino Imparato, in collaborazione dello stesso Circolo Sociale “Donadio”, dell’Università degli Studi di Salerno e col patrocinio del Comune di Fisciano. “Ho immaginato –racconta Michele- che quello della mostra era l’ambiente più adatto per rendere possibile un ideale incontro con mio padre. Il quale non faceva mancare mai la sua presenza a manifestazioni di questo tipo. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile l’organizzazione di questo evento così speciale per me che rappresenta motivo di orgoglio e una fantastica opportunità per rendere vivo il ricordo della memoria di mio padre, al quale devo tutto l’insegnamento di una vita“.

Tra gli aderenti alla manifestazione è stata già confermata la presenza di noti espositori del settore tra cui: Ettore Geri di Roma, Franco Caravecchia di Portici, Gianluigi Valerio di Latina, Antonio Pedozzi di Napoli, ecc.

Non poteva essere organizzato evento migliore di una mostra di dischi per ricordare la memoria di un personaggio di alto spessore morale, culturale e artistico come soleva essere definito da tutti l’indimenticabile, Antonio Bosco, conosciuto da tutti come “Tonino o pustino””.

Il cui nome, a conferma del riconosciuto e apprezzabile contributo offerto attraverso l’instancabile e metodica ricerca e valorizzazione della canzone classica napoletana, è impresso, indelebilmente, alla pagina 640 della sezione collezionisti del secondo volume della “Nuova enciclopedia illustrata della canzone napoletana”, opera pubblicata nell’ottobre del 2007, composta da sette volumi curati da Pietro Gargano, caporedattore del “Mattino” di Napoli.

Proprio Gargano ha voluto rendere omaggio all’amico Bosco con una dedica inviata al figlio, Michele. “Antonio Bosco – si legge nel messaggio- lo trovavi dovunque si parlasse di canzone classica napoletana, gentile e riservato ma implacabile nel pigiare il clic della macchina fotografica. Conviveva con quell’amore da mezzo secolo, da quando in collegio ascoltò un compagno intonare “Vurria”.

La sua casa di Penta era invasa dai cimeli: non un museo, qualcosa di più, perché memoria viva. Un amatore, un collezionista? E’ stato molto di più, uno studioso attento, un custode di valori veri. Lo capì Vincenzo Mollica che a lui si affidò per realizzare il cofanetto con le canzoni di Totò. Se ne è andato come ha vissuto, con discrezione. E ci manca. Ogni sostegno ai figli, soprattutto a Michele, che continuano la sua opera affinché Antonio non sia dimenticato mai”.

Oltre al sentito commento di Gargano, a ricordare l’amico Bosco, c’è anche il noto discografico di Mercato San Severino, Carlo Casale, che con lui ha condiviso molteplici passioni che si incontravano e incrociavano nelle melodiche e sempreverdi note dell’immortale musica classica napoletana.

Questa manifestazione –spiega Casale- vuol essere un piccolo tributo e un doveroso omaggio a chi, incessantemente, ha dedicato un’intera vita al collezionismo della musica “classica” napoletana, sacrificando tante volte, a malincuore, gli affetti familiari, per questa meravigliosa, sana, “passione eterna“.

Sento ancora viva la sua rabbia –racconta ancora Casalenel descrivermi gli abusi comportamentali di alcuni espositori-venditori, passati come lui affermava, dalla bancarella del mercatino al “bilancino di precisione” degli orefici. Sprizzava di gioia e soddisfazione per aver acquistato, grazie al figlio Michele, su eBay un 45 giri seminuovo, con copertina nuovissima, che amava definire “splendida”, cioè senza difetti derivanti dall’usura del tempo. Amava collezionare vinili di tutti i “grandi” artisti, ma prediligeva materiale collezionistico di Totò, Giacomo Rondinella, Roberto Murolo, Nino Taranto, Sergio Bruni etc..

La sua casa “museo” ha ospitato, oltre a comuni appassionati di musica, anche un’infinità di illustri personaggi: Vincenzo Mollica, Pietro Gargano, Isa D’Esposito, Prof. Aldo De Gioia, Antonio Sciotti, Liliana De Curtis etc. Il materiale discografico raccolto da Antonio Bosco in quasi mezzo secolo è sicuramente degno di un’istituzione culturale (museo) a suo nome, sia per la quantità che per la rarità storica dei supporti musicali. Michele Bosco, degno erede, farà di tutto affinchè il papà “Tonino ‘o pustino”, possa sorridergli dal cielo, soddisfatto per aver reso la sua musica…immortale nel tempo“.

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