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18 aprile 2011

Habemus Papam: quando il Papa decide di fare un passo indietro

Cosa succede ad un individuo che, in crisi d’identità, sente sulle proprie spalle il peso eccessivo della responsabilità? E’ da questa domanda che prende origine il nuovo, attesissimo film di Nanni Moretti Habemus Papam, nelle sale dallo scorso 15 Aprile.

Questa volta Nanni Moretti, non nuovo a film d’indagine psicologica (si ricordino su tutti La stanza del figlio e Sogni d’oro), si mette alla prova con un estremo caso di crisi personale che, per certi versi tiene con il fiato sospeso il mondo intero. Dopo la morte del Papa, infatti, il Cardinale Mellville (Michel Piccoli) viene eletto come nuovo Santo Padre dopo un lungo e travagliato conclave. Al momento della pubblica proclamazione, però, dopo che le fatidiche parole, da cui il titolo, sono state pronunciate, il nuovo Santo Padre scappa in preda ad una crisi d’ansia: sente che il ruolo di capo della Chiesa non gli spetta. Per di più egli sente che la sua vita non è andata come avrebbe dovuto: egli avrebbe voluto fare l’attore di teatro.

Cinque anni dopo Il Caimano, Nanni Moretti torna nelle sale con una commedia brillante e ironica, a modo suo “politica”. Attraverso un sapiente lavoro di sceneggiatura, Moretti riesce a costruire un film privo di un unico centro gravitazionale e costituito da più direttrici che rappresentano la forza dell’intera commedia.

Se il fulcro dell’opera è infatti l’analisi psicologica dell’individuo in crisi d’identità (per la verità abbastanza tardiva), nel film ben si sviluppano altre tematiche e circostanze che rendono la commedia dinamica e leggera.

La critica all’istituzione Chiesa si esaurisce quasi totalmente nella volontà di mostrare un mondo cattolico incapace di liberarsi da rituali e forme che non sono più al passo con i tempi. La critica al mondo della psicanalisi è personificata nello psicanalista affermato (Nanni Moretti) – “questa è una condanna,” – sbotta ad un certo punto – “mi dicono tutti che sono il più bravo. Anche mia moglie. Ed infatti poi mi ha lasciato. Non reggeva il confronto” – chiamato ad aiutare il Papa ma in realtà incapace di risolvere i propri problemi personali. Sarcastici sono anche i dialoghi appena accennati e mai approfonditi tra lo psicanalista e il cardinale Gregori (Renato Scarpa) sull’annoso incontro-scontro tra Scienza e Religione.

L’interpretazione magistrale di un cast ben costruito, su cui spicca un superlativo Michel Piccoli, e un meticoloso lavoro di scenografia che ricostruisce in studio e location ambientazioni vaticane, arricchiscono una sceneggiatura ben scritta dallo stesso Moretti con Francesco Piccolo e Federica Pontremoli e danno vita ad una commedia sentita, piacevole e profonda.

Nanni Moretti si è fatto attendere per questo nuovo lavoro ma è tornato più in forma che mai. La candidatura a Cannes 2011 è il giusto premio per un regista che, al di là di ogni questione politica, rimane ad oggi uno dei migliori sulla scena nazionale.

Arturo Catenacci

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