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23 aprile 2011

Quando la passione è più forte della mancanza di fondi

Negli ultimi anni quasi ogni settore della vita pubblica ha subito tagli di finanziamenti; viviamo in tempi di crisi, e a quanto pare per la classe politica il prezzo più alto lo deve come sempre pagare il cittadino, che vede così diminuire la propria qualità di vita.

Consistenti, come ben sappiamo, sono stati i tagli al mondo delle università. I soldi purtroppo sono necessari. Prendiamo un esempio concreto. Il C.U.S. Cosenza. Il centro sportivo dell’Università della Calabria ha sempre sostato nel limbo delle piccole realtà, e chiaramente la mancanza di fondi impedisce del tutto un salto di qualità.

Dunque i soldi servono. Ma in effetti non sempre è così; a volte entusiasmo, talento e tanto, tantissimo sudore e lavoro possono sopperire alla mancanza di mezzi: e senza dubbio un’emblema di ciò sono i ragazzi delle arti marziali del C.U.S.

Questi ragazzi, con la loro grinta, la loro passione, il loro spirito battagliero e sotto la guida dello straordinario Maestro Metodi sono riusciti, all’esordio nel Campionato Regionale di lotta (stile libero), a conquistare ben sei medaglie (tre primi posti e tre secondi posti). L’eccellente risultato ha portato molto entusiasmo nell’intero ambiente del C.U.S. rendese e i complimenti da parte della Regione Calabria a Metodi Metchkarov.

I giovani atleti che hanno vinto l’oro sono Mauro Antony, Donca Costantin e Canturi Valentino, rispettivamente nelle categorie dei 60, 84 e 96 kg. Sono invece tornati a casa con un ottimo secondo posto Fiorillo Alessandro (che ha combattuto ad armi pari in finale niente poco di meno che col vice-campione italiano Rogolino Francesco), Ivaylo Metchkarov ed De Luca Emmanuel (ora agente della polizia provinciale, uno dei volti storici dell’associazione culturale “Il Sileno”).

L’ennesimo straordinario risultato per il C.U.S. Cosenza in questo settore: sicuramente saranno tanti altri i successi di cui si potranno fregiare i ragazzi dei Maestri Metodi e Sansone, ma a questo punto la speranza è anche un’altra: che l’Unical, la Regione e gli enti sportivi nazionali si rendano conto dell’importanza che ricopre lo sport e possano quindi dare un contributo e una spinta non solo ad un settore già florido nel centro sportivo dell’ateneo calabrese quale è quello delle arti marziali, ma anche alle altre discipline.

Alberto De Luca

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