Ha inventato il futuro secondo la Bocconi: è Steve Jobs

Antonietta Amato 3 Aprile 2011

L'uomo che ha inventato il futuro è protagonista in un dibattito nell’aula maggiore dell’Università Bocconi a Milano.

Presentata lo scorso 29 marzo in anteprima mondiale l’ultima e più completa biografia di Steve Jobs scritta da uno dei suoi più stretti collaboratori Jay Elliot, e pubblicata in Italia da Hoepli.

Si è trattato di un evento di grande prestigio e di un’occasione irripetibile che ha permesso di poter conoscere il fenomeno Apple direttamente dalle parole di chi lo ha vissuto in prima persona.

Enrico Valdani, Direttore del Dipartimento di Marketing dell’Università Bocconi ha introdotto l’evento, seguito poi dalla presentazione del libro da parte di Jay Elliot e da un breve intervento di Matteo Ulrico Hoepli General Manager Hoepli.it, Consigliere Hoepli S.p.A.

Jay Elliot, ex vicepresidente esecutivo di Apple, è stato responsabile operativo generale e direttore della pianificazione aziendale, alle dirette dipendenze di Steve Jobs. Durante la sua permanenza in Apple, il fatturato è cresciuto da centocinquanta milioni a oltre tre miliardi di dollari. Prima di entrare in Apple, Elliot è stato programmatore all’IBM, dove ha poi ricoperto incarichi dirigenziali, capitanando i sedicimila dipendenti del Santa Teresa Software Laboratory. È stato anche dirigente di alto livello alla Intel. I suoi articoli e interviste sono apparsi sul Wall Street Journal, sul New York Times, su Time Magazine e su Fortune.

Una serie di circostanze portarono Elliot a parlare di computer con un hippie poco più che ventenne in una sala d’attesa di un ristorante e tra i due ci fu subito grande sintonia.

Quell’hippie che ha inventato il futuro era Steve Jobs.

Fin dalla nascita del primo Mac, descritta nei minimi particolari, tra loro è nato un rapporto simbiotico consolidatosi poi nel corso degli anni. Da questa stretta collaborazione Elliot ha appreso più di chiunque altro i “segreti” manageriali di Jobs: la sua attenzione al dettaglio e la sua abilità nello scovare le persone giuste di cui circondarsi.

Nell’arco delle pagine del libro Elliot ripercorre alcuni dei momenti più importanti della vita di Jobs e di Apple. Il suo scopo è prevalentemente quello di mostrare un modo diverso di intendere la figura del leader e del manager. Il racconto oltre ad essere una miniera di aneddoti, descrive sia le intuizioni migliori quanto gli errori peggiori di un uomo e della sua azienda. Incredibile come dalle pagine del libro si evinca la passione e l’amore che Jobs impegni nel proprio lavoro.

Un racconto intrigante, curioso e stimolante, che insegna come proprio la passione debba guidare le scelte aziendali più di ogni analisi statistica ed economica.
Perché la passione è contagiosa e spinge tutti a dare il meglio di sé, per uno scopo comune: inventare il futuro.

Dovete credere in qualcosa: l’istinto, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo approccio non mi ha mai tradito, e ha fatto la differenza nella mia vita”. Steve Jobs

Pietro Marzocca

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avatar Antonietta Amato Studentessa alla facoltà di Economia, è entrata nel mondo del giornalismo giovanissima. Ha partecipato in qualità di direttrice ad un progetto che prevedeva la diffusione locale di un giornale prodotto completamente da ragazzi, i cui proventi sono stati devoluti interamente all’Unicef . Animata anche dalla passione per la scrittura, si è diplomata con una buona media al liceo classico, si è iscritta alla facoltà di economia e gestisce un’attività commerciale, ma continua a coltivare il sogno di poter lavorare un giorno in un’azienda che faccia dell’informazione apartitica la sua capacità distintiva. Il suo compito a Controcampus prevede la risoluzione di tutte le questioni relative alla organizzazione amministrativa, gestione utenze presso la testata: sarà ben disponibile a dare ai nostri collaboratori tutte le relative informazioni. Leggi tutto