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23 aprile 2011

Università degli studi di Palermo

Dopo il disastro che ha recentemente colpito il Giappone, il dibattito sulla sicurezza del nucleare, già non poco acceso in Italia, sta via via prendendo piede, fino a raggiungere quasi il livello della paranoia.

E’ importante riflettere, cosiderare tutti i dettagli, prendere piena coscienza della materia in questione, ma è altrettanto importante non lasciarsi prendere la mano dall’esagerazione e dall’isteria collettiva che ne deriva.

A questo scopo l’Università degli studi di Palermo ha ben pensato di rendere pubblico il dibattito su Fukushima e la sicurezza nucleare.

Ad oggi la facoltà d’ingegneria dell’ateneo di Palermo è l’unica in Italia ad avere nei suoi laboratori un reattore nucleare per scopi di ricerca. Questo rende ancora più attuale l’incontro.

Giorno 21 aprile in Aula Magna si è tenuto un’interessante incontro, tenuto da Giuseppe Vella, ordinario di Impianti nucleari, Gianfranco Rizzo direttore del Dipartimento dell’Energia, Fabrizio Micari, preside della Facoltà di Ingegneria.

L’Università di Palermo è una fra le 5 università italiane ad avere un corso di laurea in Ingegneria Nuckeare, infatti l’argomento è qualcosa che doppiamente riguarda da vicino gli studenti palermitani.

Il reattore nucleare di ricerca AGN-201, installato nei laboratori del dipartimento, è stato il primo reattore universitario in Italia e oggi è uno dei quattro reattori operativi in Italia e unico nel panorama universitario nazionale.

L’incontro a trattato diverse tematiche, fra le quali ricordiamo ‘analisi e la progettazione di impianti nucleari a fissione e a fusione, gli studi di sicurezza e analisi di rischio e impatto ambientale e le misure nucleari e il monitoraggio della radioattività ambientale.

Insomma tutti argomenti che ci riguardano, sia per i recenti risvolti giapponesi, sia per gli impianti nucleari da istallare ipoteticamente nel territorio italiano, sia per la presenza di questi colossi sparsi per tutto il mondo.

Serena Calabrese

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