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10 Maggio 2011

Bologna “Città universitaria per eccellenza” si candida alle Universiadi

Bologna e l’Emilia-Romagna si sono ufficialmente candidate alle universiadi del 2017. Il 9 Maggio la lettera con destinatari Leonardo Cojana, presidente del CUSI (Centro Universitario Sportivo Italiano) e Gianni Petrucci (Coni) e con mittenti Vasco Errani (presidente della regione Emilia Romagna), Beatrice Draghetti (Presidente della provincia), Anna Maria Cancellieri (commissario del comune di Bologna), Ivano Dionigi (rettore dell’Università), Renato Rizzoli (presidente del Coni provinciale) e Francesco Franceschetti (presidente del Cusb) afferma che la città di Bologna è la più idonea ad ospitare “le universiadi estive del 2017 o, in subordine, del 2019”.

Bologna, oltre all’ampia tradizione universitaria che l’ha sempre vista primeggiare fin dalla nascita dell’Alma Mater Studiorum nel 1088, è, tuttora, anche “città dei giovani” con “i suoi 80.000 studenti” che “donano alla città, e in particolare al suo centro medievale, una atmosfera fresca e vivace” ed è stata capitale europea della cultura nel 2000.

Le universiadi, evento di rilevanza mondiale, sono ciò che potrebbe servire alla città per un degno e completo rilancio, “l’occasione per completare, con un evento addirittura mondiale, l’omaggio alla idea classica della persona, che unisce l’esplorazione delle possibilità del corpo alla ricerca della conoscenza e della verità”. Bologna offre un ottimo scenario per l’evento anche perché primeggia sia in quanto a collegamento con le reti ferroviarie che aeree e ha una sempre più accentuata “vocazione diffusa allo sport sia nei risultati tecnici, una eccellenza che lievita nella fitta rete di società sportive e nelle migliaia di tecnici e volontari che operano nel territorio, un esercito pronto a mettere esperienza e generosità a disposizione di un incontro mondiale di giovani come le universiadi”.

Oltre a ciò, Bologna, “famosa per le sue fiere internazionali, ha un sistema dell’ospitalità collaudato, diversificato, capace di accogliere i grandi eventi”. Ospitalità che non si limita solo a Bologna ma tutte le città dell’Emilia Romagna. Così che gli organizzatori affermano: “riteniamo possibile mettere a disposizione, per l’eventuale svolgimento di gare o eventi, anche altre sedi oltre quelle della città metropolitana di Bologna” (fonte Dire).

Un’ottima occasione, dunque, per testimoniare che l’Italia sa e deve essere ancora città universitaria viva e vivace. Un segnale importante che, si spera (abbastanza utopisticamente forse), sia il segno di una rinascita generalizzata.

Tommaso Ceruso

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