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28 Maggio 2011

Inquinamento ambientale: fertilità a rischio

Solo questa ci mancava!

L’inquinamento ambientale sta per mettere a rischio tutto non solo chi già abita il pianeta terra ma, soprattutto, chi arriverà.

Questo è quanto risulta da “Previeni”, il primo studio interdisciplinare sugli “interferenti endocrini”, ossia le sostanze che interferiscono sugli equilibri degli ormoni sessuali.

L’inquinamento ambientale,infatti, può avere effetti negativi sulla fertilità, umana e animale, mentre le sostanze nocive non solo ci “contaminano” quotidianamente attraverso l’alimentazione o il contatto con tessuti, oggetti e detergenti, ma sono anche in grado di superare la barriera della placenta, tanto che otto bambini su dieci nascono già “contaminati”, anche se senza apparenti disturbi.

Lo studio, condotto dagli esperti dell’Università di Siena, insieme al Wwf, all’Istituto Superiore Sanità e all’Università La Sapienza di Roma, ha analizzato un campione di 250 coppie affette da infertilità, 10 coppie mamme-bambino e diverse specie animali che abitano la natura protetta di due Oasi Wwf in Abruzzo(sorgenti del Pescara a Popoli e diga di Alanno).

Nello studio è stato evidenziato come aumenti il rischio di infertilità e patologie correlate negli individui che vengono esposti maggiormente a interferenti endocrini.

Nonostante le limitazioni di legge – spiega il Wwf gli interferenti endocrini ancora si trovano in oggetti di uso comune come tappeti, vestiti, pentole antiaderenti, vernici, giocattoli, pc e televisori. E loro tracce vengono riscontrate anche negli alimenti, dove arrivano sia per contatto diretto, per esempio con i contenitori di plastica, sia per l’inquinamento degli ambienti in cui vengono allevati gli animali e coltivate le piante”.

Dora Della Sala

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