Intervista con Terry Gilliam

Redazione Controcampus 27 Maggio 2011

Autore singolare e degno di nota, Terry Gilliam incontra la stampa a Roma per promuovere il suo nuovo cortometraggio The Wholly Family, progetto nato dalla collaborazione fra l'Antico Pastificio Garofalo e la PesceRosso Comunicazione e Design.

Presenti alla conferenza anche il cast insieme al direttore della fotografia Nicola Pecorini e ad Emidio Mansi e Massimo Menna, entrambi rappresentanti per il Pastificio Garofalo.

Come nasce questo incontro fra due realtà differenti quali cinema e pasta?

Mansi: In realtà ci basiamo sul prodotto e ci sinceriamo che esso sia di ottima qualità. Il marchio racchiude tutti i valori dei quali si fa portavoce le passioni su cui si fonda. Il cinema è una di queste qualità. Ci siamo occupati di 10 film in 2 anni e così, adesso, ci siamo lanciati nell’avventura della produzione. In passato abbiamo lavorato con Pappi Corsicato, Golino e adesso Terry Gilliam, ma lo sfondo è sempre stato Napoli.

Qual è il suo rapporto con Napoli, signor Gilliam?

Gilliam: Il mio rapporto con Napoli… Ummh, beh, sicuramente non sessuale (risata), ma sensuale direi proprio di si. La prima volta che sono stato a Napoli questa mi sembrava un vulcano. Sentivo fortemente l’energia e l’emozione che l’umanità napoletana trasuda e il cibo e il divertimento ne sono diretta esalazione. I suoi abitanti possono sembrare strani, possono spaventarti, ma in realtà sono lì per farti godere a pieno di tutte queste cose. Si, direi che questo può bastare.

Cosa puoi dirci di Pulcinella? Come ci sei arrivato? Cosa sapevi di questo personaggio?

Gilliam: Da noi la diretta traduzione è Mr. Punch. Pulcinella è uno spirito libero, ma al tempo stesso pericoloso; è un po’ simile al caos, forse è per questo che a me è sempre piaciuto. E’ l’incarnazione degli estremi. Vedendo tutti quei presepi a Via di San Gregorio Armeno, location dove viene girata la scena del mercato, ho subito intuito che quel luogo poteva certamente essere un elemento utile per la cena che stavamo preparando.

Le sue storie e il suo modo di raccontarle sono del tutto antitetiche a Spielberg. Lei invece trova che le favole possano offrire maggiori opportunità quando non sono infarcite di rassicurazioni…

Gilliam: Si, infatti lui ha più successo! (Ride). Lui rassicura, io invece annullo. Il mondo fa paura, è strano, a volte anche incomprensibile. Lui è un genio, ma, a mio avviso, rassicurando limita questo mondo. Io sono meno genio, ma non limito il mio mando, anzi lo amplifico attraverso la sua sconfinata stramberia. Adesso voglio fare io una domanda: Nicky, cos’hai provato nel rivedere il film?

Connolly: E’ stato divertente.

Gilliam: Bugiardo! Fare e vedere il film è uguale?

Connolly: Ummh, diciamo che è stato un pò diverso..

Pecorini: Nicolas è stato straordinario, pur essendo la sua prima. Lui è il cuore del film e se l’è cavata molto bene. Questi bambini sono sempre molto naturali, a volte è più semplice lavorare con loro che con gli adulti.

E’ inconsueto vedere tanta attenzione al reparto costumi e scenografia. C’è un occhio particolare qui, lei ha qualche conoscenza in materia? Ha una formazione di qualche tipo?

Gilliam: Quando faccio un film la sua preparazione è simile al fare un dipinto. Tutti gli elementi sono importanti e devono lavorare insieme. Non riesco a fare altrimenti, è il solo modo di lavorare che conosco. Faccio anche dei bozzetti per aiutarmi in ciò, mi viene naturale.

Il personaggio della madre è piuttosto particolare. Signorina Capotondi, può dirci come lei e il signor Gilliam siete arrivati a costruire questo personaggio?

Capotondi: Il mio personaggio rappresenta la tipica mamma italiana. E’ una donna del nord, sposata con un giovane americano. E’ molto apprensiva, tratto distintivo della madre del nord, contrariamente a quella del sud. Questa donna si trova nella Napoli di oggi, con tutti i pericoli che possono presentarsi in una grande città. Ci si impatta con uno stereotipo inizialmente che coinvolge l’intera famiglia, ma, dopo essere diventati parte viva dell’esperienza, si evade da questa idea preconcetta. Infatti Napoli restituirà il sorriso a questa famiglia. Mi piace come Terry vede e interpreta gli italiani, io sono molto patriottica e vedere che il made in Italy, ovvero quel saper sempre e comunque riuscire ad arrangiarsi, a ridere e scherzare, è sempre ricercato in tutto il mondo mi riempie di gioia.

Quanti giorni di ripresa ci sono voluti?

Gilliam: 5 giorni, più uno per il blue screen.

In genere fra le location e la sceneggiatura c’è sempre una relazione. Qui come è scoccata la connessione fra i due elementi?

Gilliam: Abbiamo girato molto per la città. San Gregorio è stato il punto di partenza e l’ho trovato molto affascinante; ho pensato potesse essere un buon punto di inizio. Poi mi proponevano sempre nuove locations fra cui Castel Nuovo (che non mi ha convinto molto), il Succorpo Vanvitelliano, la Guglia di San Gennaro… Insomma la storia è venuta praticamente da sè, soprattutto l’Ospedale delle Bambole, dove abbiamo visto un piccolo Pulcinella dentro un uovo, beh quello mi ha influenzato tantissimo, diventando infatti un pezzo fondamentale del corto, poichè rappresenta un vero e proprio dialogo con la città.

Come si è comportato riguardo al problema dei rifiuti, una piaga sicuramente di Napoli, ma come anche dell’Italia tutta?

Gilliam: Quando siamo arrivati alla Guglia dell’Immacolata ho immediatamente deciso di girare lì, sia per la bellezza della piazza, ma anche per il cumulo di spazzatura che vi era raggruppata. Il giorno delle riprese era tutto improvvisamente sparito! Abbiamo dovuto ribaltare i secchi per procurarcela, ma, non appena abbiamo finito di girare, la spazzatura si è prontamente manifestata… Le continue, grandi sorprese di Napoli!

E invece il suo progetto di Don Chisciotte?

Gilliam: Beh, stiamo cercando di reperire i fondi…

Passando alla colonna sonora: Daniele Sepe è un mito a Napoli. Come è nata e come si è svolta la collaborazione fra voi due?

Gilliam: Stavo cercando qualcosa che avesse le sonorità napoletane e il suo nome era fra i candidati. Ho ascoltato del materiale e mi è piaciuto molto. La sua musica ha un non so che di Nino Rota. Oltre ad essere molto ironica, ha anche degli elementi che la rendono pericolosa, quasi folle.

Come ti sei trovato a Napoli? Pensi di regalarci un lungometraggio?

Gilliam: Mi è piaciuto molto stare a Napoli. Mangi, ti diverti, sei incompagnia e… BINGO! Il film è fatto! In merito al lungometraggio, vedremo, non prometto nulla.

Che tipo di distribuzione avrà il corto?

Mansi: Il film è molto complesso, più di quanto sembra, è assolutamente cinema e non un pretesto per far pubblicità. Vanno ringraziati tanti professionisti, prima fra tutti la Film Commission Regione Campania. Il film uscirà in 7 sale in tutta Italia, sono sale di appassionati che hanno deciso di dar spazio a questa produzione. Il periodo di proiezione è abbastanza lungo, va dal 27 maggio al 30 giugno. Sarà inoltre possibile vederlo anche su Sky e sul sito Garofalo, dove si potrà anche accedere al making of di The Wholly Family.

Serena Calabrese

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto