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9 Maggio 2011

Palermo: gli studenti di Scienze della Formazione continuano la loro lotta

Sempre più incerto il futuro degli studenti del cdl in Scienze della Formazione Primaria di Palermo, infatti, dopo il sit in di protesta tenutosi sotto l’ex Provveditorato agli Studi lo scorso 21 aprile, vedono allontanarsi ogni giorno il sogno di vedersi inseriti nelle graduatorie e sperare in un posto fisso.

Il 3 maggio, infatti, si sono riuniti in assetto plenario per discutere delle novità assurde del nuovo decreto redatto il 30 aprile scorso e il 6 maggio sono scesi in campo partecipando allo sciopero generale per lottare contro questa mancanza di rispetto per coloro che hanno scelto, immatricolandosi nel 2007, di rincorrere il sogno dell’insegnamento.

Ma come mai gli immatricolati del 2007 non possono entrare nelle graduatorie?

La storia è lunghissima– spiega Rossella Tranchida, studentessa al terzo anno del cdl in sfp- nel lontano 1999 venne bandito un concorso magistrale espletato nel2000 e con la conseguente pubblicazione delle graduatorie dove chi partecipava ed era vincitore entrava di diritto a ricoprire i posti vaganti e chi rimaneva fuori veniva considerato idoneo con la “promessa” di essere assorbito in seguito.
Nel 2006 arrivano graduatorie provinciali che si trasformano ad esaurimento per assorbire coloro che erano risultati idonei nel precedente concorso ma con la caduta del governo la situazione precipita in quanto anche chi era ad un passo dal ruolo dopo 20/30 anni di precariato si è visto togliere il sogno di un posto fisso dalle mani perchè i ruoli vengono “tagliati”in quanto si preferisce ricoprire gli incarichi con contratti temporali e non a tempo indeterminati.
Nel 2009
–continua Tranchida– succede che viene bandito un decreto sulle gae (graduatorie ad esaurimento) ma coloro che possono fare domanda sono quelli che sono già dentro in quanto non si parla né di aggiornamento nè di nuovo inserimento . A questo punto intervengono i sindacati che portano avanti una protesta chiedendo nuovi posti di lavoro al ministero che in una prima fase consente di inserire gli aspiranti maestri in coda anche se la graduatoria rimane ad esaurimento ma al di fuori si possono inserire altre persone ma prima che il decreto venga emesso si decide di utilizzare la tecnica d’inserimento a pettine (gli aspiranti potevano utilizzare entrare in graduatoria ad incastro in base ai punteggi ottenuti entrando, quindi, per merito) ma non mancano le polemiche da parte di chi era presente in graduatoria da anni che spingono all’emissione del decreto utilizzando la precedente tecnica dell’inserimento a coda.
L’emissione del decreto,a questo punto, induce il gruppo di aspiranti formato da tre grandi categorie diplomati magistrali, diplomati magistrali con 2 anni di servizio, abilitati per concorso e abilitati per conseguimento laurea (istituita dall’anno accademico 1999/2000) a far prevalere i diritti del singolo e non della collettività.

L’inserimento nelle GAE per il biennio 2007/2008 e 2008/2009 consente “PER L’ULTIMA VOLTA” i NUOVI INSERIMENTI ad alcune categorie e cioè:

1) a pieno titolo, agli abilitati e/o idonei (quelli che avevano superato ll’ultimo concorso);

2) CON RISERVA (quindi NON a pieno titolo) agli ISCRITTI ENTRO IL 2007 al cdl SFP;

3) agli iscritti ai corsi di specializzazione per il sostegno.

Il decreto avvisa le sopracitate 3 categorie di aspiranti che non sono previste opportunità future di inserimento.

Tuttavia nel 2009 viene consentito il controverso inserimento in coda in massimo 3 province aggiuntive.

Per fare si che le acque si calmino dal 2009 ad oggi viene portata avanti dall’anief (Associazione Nazionale Insegnanti E Formatori) una lotta per riconoscere ai “discriminati” inseriti in coda un inserimento a pettine ottenendo fin da subito un consenso positivo dal Tar del Lazio che da ragione all’anief e sempre nell’ ottobre del 2009 anche il consiglio di stato appoggia la decisione presa dal Tar del Lazio sostenendo che gli inserimenti a cosa sono anticostituzionali ma il decreto del 2009 non subisce variazioni.

Nell’ottobre del 2009 il Tar Lazio commissaria il ministero dell’Istruzione, nominando un dirigente del ministero della Funzione pubblica, Luciano Cannerozzi De Grazia, per l’esecuzione della sentenza del Tar di Giugno dello stesso anno. Il dott. Luciano Cannerozzi de Grazia, con tutti i suoi buoni propositi, non riesce a lavorare come dovrebbe in quanto già nel novembre del 2009 il governo emette un decreto “salva precari” che giustifica il passaggio delle graduatorie da permanenti a esaurimento. A questo punto scende nuovamente in campo il Tar del Lazio che giudica il decreto “salva precari” incostituzionale e a febbraio del 2011 interviene anche la corte costituzionale che appoggia nuovamente le decisioni del Tar dichiarando illegittime le graduatorie di coda. A questo punto Cannerozzi scrive ai provveditori sollecitando loro ad abbandonare la tecnica dell’inserimento a coda e di procedere con la tecnica dell’inserimento a pettine ma le cose si complicano nuovamente, il direttore generale del ministero Chiappetta, non curante della parola della corte scrive agli ex provveditori invitando a mantenere gli inserimenti a coda ma con la sentenza del 27 aprile 2011 emessa dal Consiglio di Stato viene riconfermata la sentenza emessa dal Tar del Lazio dando ragione ai 3000 precari e all’anief e Chiappetta -conclude- è costretto a fare marcia indietro e riscrive ai provveditori dicendo di procedere ad inserire a pettine”.

Sembra che tutto si sia risolto ma in realtà il 1° maggio arriva la batosta.

Il 30 aprile scorso, infatti, è stata stilata la bozza del nuovo decreto ministeriale per l’aggiornamento e l’integrazione delle graduatorie ad esaurimento con novità davvero sorprendenti ma purtroppo non nel senso sperato.

Nel decreto, che è stato reso noto solo il 1 maggio scorso, si parla di aggiornamento, di scioglimento della riserva e di trasferimento ma solo per chi già è dentro non consentendo agli studenti che hanno deciso di intraprendere la strada dell’insegnamento immatricolandosi dal 2007 d’inserirsi.

Siamo stanchi,-esclama la studentessa di sdf- combattuti, disperati, ci sentiamo piccoli, invisibili, abbiamo timore di essere messi nuovamente gli uni contro gli altri noi vorremmo solo diventare maestre, nient’altro, vorremmo solo avere ciò che ci spetta di diritto, e il non essere considerati ci rende ancora più adirati ma non ci abbatte perché lo dobbiamo a noi, alle nostre famiglie che si privano anche del necessario per farci studiare, per donarci un futuro. Un futuro che noi non abbiamo”.

Per chi fosse interessato a saperne di più di questa storia ma soprattutto restare informato sui nuovi appuntamenti ed iniziative del cdl di scienze della formazione primaria può visitare il sito facebook :
NOI di Scienze della Formazione Primaria- Università degli Studi di Palermo,
oppure mandare una mail ai seguenti indirizzi:

sfpstudenti.pa@libero.it;

kocci.89@live.it;

scillyscilly@hotmail.it.

Dora Della Sala

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