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16 Maggio 2011

Questione wi-fi: wi-fi in tutte le scuole entro il 2012

L’ambizioso progetto del ministro Brunetta intende toccare 10.000 istituti di ogni ordine e grado, per un investimento di 10 mila euro. L’idea è quella di rendere operativo il sistema da qui a sei mesi per le prime 5 mila scuole, e nei prossimi sei mesi per la restante metà degli istituti.Alcune scuole sono già dotate della tecnologia wi-fi, che resta però limitata alle mura della segreteria e della presidenza; l’innovazione, sostiene il Ministro, sarà quella di estendere la rete anche alle aule, e dunque agli studenti stessi.

Le obiezioni dei genitori non si sono fatte attendere. In primis, molte questioni sono state sollevate circa la reale necessità del wi-fi per gli studenti, quando innumerevoli scuole – soprattutto nel meridione – esigono la risoluzione di ben più gravi problemi.

Ci sono istituti del Sud Italia in cui i genitori sono costretti a fornire addirittura carta igienica, scottex, penne, matite, album da disegno e altri beni di prima necessità per un istituto scolastico, e addirittura pagare di tasca propria alcune lezioni (come musica ed educazione fisica). Inoltre, dato che ogni bambino oggigiorno possiede un cellulare, e siccome ogni cellulare di nuova generazione è dotato di connessione internet, il wi-fi libero non sarà motivo di ulteriore distrazione?

Insospettisce anche il fatto che le scuole debbano prenotarsi sul portale di Scuola Mia, poiché si evince che taluni istituti – quelli che non si prenoteranno in tempo o che non si prenoteranno affatto – saranno tagliati fuori dal programma.

Magari, prima di buttarsi in un nuovo progetto, sarebbe meglio migliorare il sistema di distribuzione wi-fi nelle università, dove gli studenti – soprattutto i fuori sede che non posseggono un collegamento internet nelle case in affitto – davvero necessitano di uno strumento user-friendly per controllare gli appelli d’esame, comunicare con i propri docenti in modo tempestivo o semplicemente per effettuare ricerche di studio. È noto ormai che in alcuni atenei la distribuzione del wi-fi funziona in modo eccellente, ma in molti – troppi, e di nuovo, soprattutto al Sud – non raggiunge gli stessi livelli qualitativi.

Marilena Grattacaso

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