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15 Maggio 2011

Sei uno sportivo? Hai più possibilità di trovare lavoro

Da anni negli Stati Uniti d’America praticare sport, soprattutto al college, aiuta gli studenti ad ottenere diversi vantaggi per quanto riguarda la propria istruzione. L’attività sportiva viene vista come parte della crescita di un individuo, dà un apporto cruciale alla società e alla sua cultura. Gli studenti che eccellono negli sport riescono molto facilmente ad ottenere borse di studio per poter frequentare le università più prestigiose.

La situazione in Europa non è paragonabile a quella d’oltreoceano, però, alcune recenti ricerche hanno dimostrato come praticare sport potrebbe effettivamente aiutare a trovare un posto di lavoro.

Il numero di giugno della rivista Labour Economics, il bollettino ufficiale dell’associazione europea degli economisti del lavoro, ha presentato uno studio dall’esplicito titolo Work out or out of work, ovvero Allenati o sei disoccupato. Lo studio dimostra che i candidati che nel proprio curriculum attestano di praticare attività sportiva hanno più opportunità di ottenere il posto di lavoro.

Nello specifico gli autori hanno analizzato le reazioni dei selezionatori davanti alle migliaia di curriculum che arrivano in riposta a un’offerta di impiego. E, quel che hanno trovato, fa ben sperare chi si tiene in forma. Ad esempio, in Svezia, se il candidato dichiara di praticare il golf ha il quattro percento in più di possibilità di trovare un’occupazione, anche chi pratica attività calcistiche è avvantaggiato, qui la percentuale è un poco più bassa, il tre per cento.

A sostenere che gli sportivi abbiano più chance rispetto ai sedentari vi è anche lo studio di Michael Rechner, ricercatore presso l’Università di San Gallo in Svizzera. Lo studioso afferma che, il praticare attività sportiva, non permette, solo, di avere più possibilità di trovare un lavoro, ma anche di avere una retribuzione maggiore.

Nella sua indagine, Long-run labour market and health effects of individual sports activities pubblicata sul Journal of Health Economics, Rechner ha puntato l’attenzione su una serie di dati socio-economici della popolazione tedesca attiva nel periodo compreso tra il 1984 e il 2006, il risultato della sua indagine è stato che gli stipendi di coloro che praticano attività sportive sono superiori di circa 1200 euro annui, rispetto a quelli di coloro che praticano una vita sedentaria.

Anche in Italia il praticare sport sembrerebbe avere i suo effetti positivi, ma qui gli esperti si dimostrano alquanto scettici. Non è facile, infatti, capire come l’attestare nel proprio curriculum di praticare sport possa beneficiare il candidato. Per Giuseppe Dallone, direttore delle risorse umane di LG Electronics Italia, la compagnia asiatica di elettronica, difficilmente le attività sportive incidono di per sé, dato che sono molti gli elementi che incidono su un assunzione.

Secondo Francesco Picconi, direttore risorse umane di Areva T&D per Sud Europa e Africa, i selezionatori di persone provano più simpatia per i candidati nei quali vedono un riverbero di se stessi. Quindi, ad esempio, se l’esaminatore pratica il tennis verrà colpito da chi dichiara di esercitare lo stesso sport. Gli esperti parlano perciò di un’ “effetto alone”.

I selezionatori darebbero diversa enfasi alle doti sportive di un candidato a seconda se siamo in gran forma o sovrappeso, se sono appassionati di sport o al contrario lo detestano. Anche in questo caso, come spesso accade, è la fortuna, oltre a una buona preparazione, che può far pendere l’ago della bilancia sul riuscire o meno a trovare un posto di lavoro.

Ci sentiamo, quindi, di dire agli amanti di sport di continuare a coltivare la loro passione e ai pigri irriducibili di lasciarsi sprofondare comodamente su un divano magari a leggere un buon libro.

Francesco Tamburrino

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