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30 Maggio 2011

Università di Catania : Problemi e rischi dell’Antropocene

Secondo l’ultimo rapporto dell’Ispra – l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che ogni anno pubblica un Annuario dei dati ambientali – l’Italia sta diventando ormai sempre più un Paese tropicale. La temperatura media è aumentata di oltre un grado della temperatura media, crescono del 24% i giorni estivi e del 75% in più le notti “caldo-umide”.
Il nostro Paese sposta, insomma, il proprio baricentro “climatico” verso Sud, come confermato anche dal progressivo affermarsi, anche nelle regioni settentrionali, di colture e di animali abituati a temperature più alte e dalla presenza nei nostri ecosistemi di specie aliene provenienti sia dall’Atlantico che dall’area mediorientale. In linea con l’aumento della temperatura media globale, si riducono poi le riserve glaciali dell’arco alpino facendo calare la disponibilità idrica, fino a episodi di “desertificazione”, per esempio, in Sicilia. Infine, la perdita di biodiversità, i cui servizi eco-sistemici è possibile “quantificare” finanziariamente, è diventata un fattore di rischio per la società, soprattutto per la trasmissione di malattie batteriche e virali.

Questi sono soltanto alcuni dei “Problemi e rischi dell’Antropocene, la prima era ad immagine dell’uomo” che investono il nostro Paese, di cui parlerà mercoledì prossimo, 1° giugno, a partire dalle 10, nell’aula magna della facoltà di Agraria dell’Università di Catania (via Santa Sofia 100, Catania), il prof. Mario Tozzi, geologo, ricercatore del Cnr e divulgatore scientifico, collaboratore, autore e conduttore di diverse trasmissioni radiofoniche e televisive di notevole successo come “Geo&Geo”, “Che tempo che fa”, “Gaia – Il pianeta che vive”, “Tellus”, “La Gaia scienza”.
Antropocene è un termine coniato nel 2000 dallo scienziato Premio Nobel Paul Crutzen per definire l’era geologica attuale, in cui l’uomo e le sue attività sono i principali fautori delle modifiche climatiche mondiali. Il termine deriva infatti dal greco anthropos, che significa uomo, ed è stato introdotto non tanto per sostituire il termine corrente usato per l’era geologica in cui viviamo (l’Olocene), ma per definire in modo dettagliato l’impatto che l’Homo sapiens ha sull’equilibrio del pianeta. Altri esempi significativi? Lo stesso report Ispra segnala l’alto rischio di frane che riguarda oltre il 70% del territorio italiano, e coinvolge 5.708 comuni (70,5% del totale), e l’inquinamento urbano che affligge soprattutto «le grandi città dell’area padana», con le «polveri sottili (Pm10 e Pm2,5)», l’ozono e il biossido di azoto.

La “lezione” di Tozzi – rivolta principalmente agli studenti universitari e agli alunni delle scuole superiori catanesi – è organizzata nell’ambito del seminario dal titolo “Il valore dell’ambiente”, promosso dalla la facoltà di Agraria , in collaborazione con il Csei-Catania, il Centro Orientamento e Formazione d’ateneo e numerose altri enti ed associazioni ambientaliste, e con il contributo dell’Assessorato regionale Beni culturali e Identità siciliana, nell’ambito nell’ambito delle manifestazioni per la “Giornata Mondiale dell’Ambiente 2011”.
Nel corso della giornata, che sarà introdotta dal preside della facoltà Agatino Russo e da altre autorità, e vedrà anche gli interventi programmati dei direttori dei parchi e delle riserve siciliani e dei presidenti delle associazioni ambientaliste, verranno premiati gli studenti vincitori del concorso fotografico collegato alla manifestazione, incentrato sul tema della salvaguardia e della tutela ambientale nel territorio della Sicilia.

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