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29 giugno 2011

Le orchestre Sapienza MuSa presentano Rugantino, tra storia e maschera

“Me ne ha date, ma quante gliene ho dette!” _RugantinoVenerdì 1 e sabato 2 luglio, presso il Chiostro di San Pietro in Vincoli, (edificio di Ingegneria, via Eudossiana 18, Roma) le orchestre Sapienza MuSa Classica e MuSa Jazz, dirette dai maestri Francesco Vizioli e Silverio Cortesi, in collaborazione con il coro di MuSa del maestro Giorgio Monari, presenteranno lo spettacolo Musica per l’Italia Unita: Rugantino, tra storia e maschera, ispirato all’omonimo musical e alle melodie di Armando Trovajoli, le cui note sono passate alla storia e melodie come “Ciumachella” e “Roma nun fa la stupida stasera” sono ormai entrate a far parte del nostro bagaglio culturale.

Il docente Piero Marietti interpreterà mastro Titta.
Il testo è a cura di Gabriele Cavallari.
L’ingresso all’evento è libero.

Sarà bene fornire qualche informazione in più intorno a questo personaggio di Rugantino: arrogante e spaccone scansafatiche, attaccabrighe vanaglorioso, ma fondamentalmente pavido, e non privo di una certa bonomia, anche se ben nascosta.

La commedia musicale, rappresentata per la prima volta al Teatro Sistina di Roma il 15 dicembre 1962, racconta la storia di Rugantino, giovane spaccone avverso a qualsivoglia lavoro, il quale vive di espedienti aiutato dalla fida Eusebia che egli spaccia per sua sorella.

Nella Roma papalina del XIX secolo, entra in scena Mastro Titta, celebre boia dello Stato Pontificio, autentico personaggio storico, il quale si prenderà cura dei due avventurieri, innamorandosi successivamente di Eusebia: un amore che scopriremo ben presto contraccambiato.

L’andamento della commedia cambia nel momento in cui sale sulla scena la bella Rosetta, moglie del violento e gelosissimo Gnecco.
Rugantino scommette con degli amici di sedurla, ma ahimè, finisce con l’innamorarsi della ragazza.

Durante il Carnevale Gnecco viene assassinato.
Il protagonista si fa trovare casualmente accanto al cadavere e quindi, onde riscattarsi, si autoaccusa dell’omicidio, il cui movente sarebbe l’amore per Rosetta, la quale, a sua volta, scopriremo innamorata del nostro giovane Rugantino.

Imprigionato e condannato a morte, sale sul patibolo sostenendo la colpevolezza, dimostrando così, affrontando la morte, di essere un vero uomo.

L’invito che faccio, è dunque quello di partecipare numerosi a questo imperdibile appuntamento; per rivivere una storia dotata di una sostanza poetica e uno spessore storico che non possono non fare presa su tutti.

Margherita Teodori

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