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24 giugno 2011

Unict: Università e occupazione giovanile

Dopo la recente stipula della convenzione biennale con il ministero del Lavoro, Catania apre le porte alle Agenzie per il lavoro che hanno sede in Sicilia, rafforzando così l’intesa anche con Italia Lavoro (agenzia tecnica del Ministero del Lavoro) per dare risposta al problema della disoccupazione attraverso interventi concreti per far sì che la laurea non rimanga un semplice “pezzo di carta”, ma diventi la chiave per entrare nel mondo del lavoro.

Questa mattina infatti, alla presenza del rettore dell’Università di Catania Antonino Recca, e del direttore amministrativo Lucio Maggio, il direttore del Centro orientamento e formazione (Cof) dell’ateneo, Carmelo Pappalardo, ha illustrato ai rappresentati delle Api le opportunità di collaborazione.

«L’Università di Catania intende intensificare il dialogo con le agenzie per il lavoro presenti sul territorio siciliano – ha spiegato Pappalardo – per meglio strutturare le collaborazioni in materia di placement, già avviate tra enti pubblici e agenzie private, oltre che per programmarne di nuove». «L’università esercita già da anni questo genere di attività a favore dei laureati – ha specificato la dott.ssa Cristina Cascone, del Servizio placement del Cof – ma lo scambio di informazioni con le Api può soltanto favorire l’incontro tra la domanda di lavoro di chi richiede i nostri servizi e l’offerta delle aziende che operano la selezione attraverso le agenzie presenti sul territorio».

«Una delle priorità della nostra amministrazione – ha spiegato il rettore Recca – è proprio quella di aiutare i nostri giovani ad entrare nel mondo del lavoro. Per questo stiamo mettendo in campo iniziative per monitorare le dinamiche occupazionali dei laureati catanesi, pianificare e realizzare interventi concreti (orientamento, formazione, tirocini, informazione, anche tramite mezzi di comunicazione digitale) in grado di supportarli efficacemente nella delicata transizione dalle aule universitarie al mondo del lavoro, anche attraverso strumenti multimediali all’avanguardia che agevolino l’inserimento degli inoccupati».

«La convenzione firmata con Italia Lavoro – ha spiegato il direttore Maggio – rafforza i rapporti con il Ministero: l’accordo permetterà infatti di valutare anche la compatibilità tra le attitudini e le competenze dei laureati (che verranno seguiti più attentamente lungo il loro percorso lavorativo) e quelle richieste da enti e aziende, in modo da ridurre al minimo il mismatch tra domanda e offerta». «Il risultato di questo processo – gli ha fatto eco dott. Giovanni Chiabrera, responsabile del Progetto Fixo per Italia Lavoro che già da molti anni collabora con l’Università di Catania – restituirà un indicatore attendibile e valutabile delle capacità occupazionali dei laureati catanesi, tenuto conto delle aspettative dei giovani e dei fabbisogni delle imprese del territorio. I neo-laureati subiscono più di tutti gli effetti della crisi economica – ha aggiunto Chiabrera -, e spesso anche la mancanza di lungimiranza di alcune aziende italiane che non tengono adeguatamente in conto le qualità professionali dei candidati che selezionano. È per questo che vogliamo porci come mediatori tra la valutazione dei candidati disoccupati e imprenditori in cerca figure adeguatamente preparate».

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