• Google+
  • Commenta
11 giugno 2011

Vuvuzelas: in bilico la loro presenza alle Olimpiadi di Londra 2012

Ricerche dimostrano che gli strumenti, oltre ad essere pericolosi per l’udito, favoriscono la trasmissione di malattie infettive.Sembra essere giunta al tramonto l’era delle vuvuzelas, le simpatiche trombette colorate che hanno fatto da sfondo al Mondiale di calcio in Sudafrica, con il loro inconfondibile suono simile ad un barrito d’elefante. Già da tempo diversi studi hanno dimostrato la pericolosità di questi strumenti per l’apparato uditivo, a causa dell’eccessivo frastuono che provocano se suonate in massa, potente quanto il rumore causato dal decollo di un aereo. Adesso c’è chi sostiene che siano anche pericolosi mezzi di diffusione di malattie infettive.

A mettere in allarme, uno studio pubblicato di recente su Public Library of Science ONE. La ricerca, condotta dalla dott.ssa Ruth McNerney della London School of Hygiene and Tropical Medicine, dimostra che un solo soffio nella vuvuzela provoca un’emissione di batteri a doccia, simile ad uno starnuto o ad un colpo di tosse.
Lo studio è stato effettuato su otto volontari, quattro uomini e quattro donne, utilizzando un complesso dispositivo laser, per quantificare quante goccioline di saliva alla volta venivano emesse. E’ stato calcolata la fuoriuscita di circa 4 milioni di goccioline al secondo. Per verificare l’effetto potenziale di contagio, i ricercatori hanno fatto il raffronto con le emissioni di un semplice urlo, che produce circa 7mila goccioline al secondo.

E’ chiaro che, se utilizzate da persone con infezioni in corso, le vuvuzelas possono agire come canale di diffusione delle particelle infettive, causando malattie come la tubercolosi, la sars o anche una semplice influenza. La situazione si complica nelle situazioni in cui il suonatore si trova in luoghi aperti e affollati.

Come comunicato dalla BBC, il noto network televisivo inglese, sembra essere questo il motivo per cui il Comitato Organizzatore delle Olimpiadi di Londra sta pensando di bandirle in occasione delle manifestazioni sportive del 2012.
La dott.ssa McNerney sottolinea che la situazione in realtà è meno grave di quanto possa apparire. Forse, più che a un divieto vero e proprio, sarebbe preferibile invitare le persone affette da malattie infettive, a non suonare le vuvuzelas vicino agli altri, al fine di limitare i rischi di trasmissione.

Claudia Fazio

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy