• Google+
  • Commenta
2 giugno 2011

Wonder Art, dove si concentra la creatività

Venti giovani artisti, accomunati da una stessa passione, promuovono e valorizzano le nuove ricerche artistiche contemporanee tese all’innovazione e alla sperimentazione. Mercoledì 8 giugno, alle ore 18. 30, verrà inaugurata la mostra d’arte contemporanea Wonder Art a cura del Museo laboratorio di arte contemporanea della Sapienza.

La mostra,visitabile fino al 30 giugno, è aperta dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19 e si avvale del patrocinio del ministero dei Beni culturali, della Fondazione Italia Giappone, Giappone in Italia e dell’ Istituto giapponese di cultura.

L’evento nasce da un’idea di venti giovani studenti che hanno frequentato il master di Curatore di arte contemporanea nell’anno accademico 2009/2010 e si inserisce nel ciclo espositivo del Mlac diretto da Simonetta Lux e curato da Domenico Scudero.

I giovani allievi, accomunati da una stessa passione, intendono promuovere e valorizzare le nuove ricerche artistiche contemporanee tese all’innovazione e alla sperimentazione, coinvolgendo lo spettatore.
Performance, installazioni e video, dal forte impatto visivo ed emotivo, Wonder Art incontra il pubblico fuori dai tradizionali circuiti di diffusione dell’arte.

Le opere esposte hanno come obiettivo quello di creare nello spettatore un sentimento di stupore e di sorpresa ma allo stesso tempo vogliono esortarlo alla riflessione.
Wonder Art offre un nuovo modo di pensare le figure dell’artista, del fruitore e dell’opera, proponendo incontri in cui la collaborazione trasforma l’evento in un percorso di partecipazione attiva e di crescita culturale.

Il termine WonderArt nasce infatti da uno studio semantico del termine inglese wonder (wonder=meraviglia, stupore – to wonder = chiedersi, domandarsi).

Non solo lo stupore dunque, ma un’esortazione a porsi delle domande, a riflettere.
Un’arte impegnata ed impegnativa, diremmo brechtiana, che trascina il pubblico in una fruizione partecipativa, coinvolgendolo in maniera cognitiva ed emotiva.

Margherita Teodori

Google+
© Riproduzione Riservata