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14 luglio 2011

Additivi e Solventi: La Causa del Tumore della Tiroide


Un gruppo di ricercatori dell’Università del Michigan, di recente ha riscontrato l’esistenza di una correlazione tra le sostanze chimiche definite ftalati ed i livelli dell’ormone tiroideo.

Utilizzando i dati pubblici del National Health and Nutrition Examination Survey americana, i ricercatori sono riusciti ad effettuare un’indagine metodico – comparativa, quindi ad esaminare i metaboliti presenti nelle urine e i valori degli ormoni della tiroide di 1.348 adulti e 330 adolescenti.

“In generale – spiega il professor Jhon Meeker dell’Università del Michigan si è riscontrato un elevato impatto sui valori ormonali della tiroide in corrispondenza con alti valori di ftalati e bisfenoloA nelle urine. Gli ormoni tiroidei svolgono un ruolo importante in molte funzioni del corpo, dalla riproduzione, al metabolismo, all’equilibrio energetico”.

Gli ftalati sono sostanze chimiche organiche impiegati come additivi, solventi e soprattutto plasticizzanti il cui fine è dare flessibilità al polivinilcloruro (Pvc) e rendere quindi la plastica idonea a differenti usi. Cosmetici, profumi, saponi e lozioni sono solo alcuni dei prodotti in cui tali sostanze appaiono presenti in quantità indecifrabili.

Si stima che ogni anno se ne utilizzino nove milioni di tonnellate. A rendere questi inquinanti ambientali ancor più deleteri è l’ubiquità, in altre parole la capacità di fuoriuscire dal polimero col tempo e l’uso.

Il dietilesilftalato (DEHP) è quello maggiormente adoperato, in particolare nei dispositivi sanitari. Le vie del contagio sono diverse; tuttavia, secondo gli scienziati, il rischio di esposizione agli ftalati è certamente maggiore per l’embrione in via di sviluppo. Non a caso l’esposizione a ftalati durante la gravidanza è altamente correlata all’alterazione tiroidea materna.

“Mentre lo studio si è concentrato principalmente sugli adulti, questi risultati evidenziano la necessità di ulteriori ricerche su donne incinte e bambini. Lo sviluppo dell’embrione e del bambino -termina Meekerpossono essere particolarmente vulnerabili alle perturbazioni dei livelli degli ormoni tiroidei associati all’esposizione a sostanze chimiche ambientali. Tuttavia, lo studio ha i suoi limiti.

I campioni di urina e di siero sono stati raccolti in unico momento e i ricercatori non hanno potuto parlare di un rapporto causa-effetto; sarebbe meglio infatti seguire le persone nel tempo e raccogliere più campioni, soprattutto perché queste sostanze chimiche metabolizzano in fretta e un prelievo estemporaneo può non rappresentare la reale esposizione chimica”.

Antonio Migliorino

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