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28 luglio 2011

Aiutare l’ambiente anche a tavola? WWF e Mutti dimostrano che si può

Gli alimenti sono il prodotto di un “ciclo di vita” di cui occorre considerare la produzione, la trasformazione, la distribuzione all’ingrosso e al dettaglio, fino al consumo da parte del cittadino e la gestione degli scarti.

Parte da questo assunto l’iniziativa promossa dalWWF, in collaborazione con l’azienda Mutti, il “carrello della spesa” on line, un sito che permette di calcolare il prezzo ambientale del cibo che consumiamo ogni giorno. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i consumatori sul tema delle scelte alimentari. “Attraverso questa piattaforma – spiega il WWF – i consumatori potranno acquistare virtualmente frutta, verdura, carne, pesce e altri prodotti, ricevendo alla cassa uno “scontrino” che riporterà l’impronta idrica e di carbonio dei propri acquisti, insieme a consigli su come ridurre il proprio impatto ambientale scegliendo menù green a basso consumo di acqua e CO2”. Dunque si tratta di un vero e proprio “supermercato on line” capace di misurare l’impronta di carbonio e l’impronta idrica di ogni singolo alimento.

Gli studi svolti in partnership con l’azienda Mutti, con il supporto della Facoltà di Agraria e del Dipartimento di Ecologia Forestale dell’Università della Tuscia, hanno dimostrato che per l’intera catena di produzione dei pomodori e dei prodotti derivati dell’azienda, l’impronta idrica (quantità d’acqua immagazzinata da ogni singolo prodotto) e l’impronta di carbonio (consumo energetico) sono estremamente elevate. E’ stato infatti calcolato che per produrre un chilo di pomodoro fresco ci vogliono 156 litri di acqua, per una bottiglia di passata Mutti (compresi contenitore ed etichetta – 720 gr) occorrono 172 litri, mentre si arriva a 223 litri per un barattolo di polpa da 400 grammi.

Da questi dati, che rappresentano solo una parte dello studio effettuato, il gruppo Mutti si è impegnato a definire azioni e misure per ridurre la propria impronta idrica, in particolare lungo la catena di fornitura, attraverso attività di sensibilizzazione e di supporto ai propri fornitori per l’adozione di pratiche agricole maggiormente sostenibili. Nella consapevolezza, però, che è necessario cambiare non solo il modo di produrre ma anche il modo di consumare.

Arturo Catenacci

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