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10 luglio 2011

I prodotti chimici contaminano il latte

Bevuto fresco di frigorifero in giornate calde come queste, o riscaldato durante l’inverno, il latte conquista. Sono ben noti il suo sapore e le sue proprietà nutritive. Molte mamme lo preparano ogni mattina ai propri figli, per far si che assumano il calcio di cui hanno bisogno. Ma secondo quanto scoperto dai ricercatori dell’Università di Jaén, il latte non ha solo riscontri positivi sul nostro organismo.

Gli studiosi dell’Ateneo spagnolo hanno effettuato un’indagine su dei campioni di latte prelevati da mucche spagnole e marocchine. I dati scaturiti da questa analisi sono stati confrontati con quelli emersi da un analogo studio sul latte materno e sul latte di capra. Il loro intento era quello di scoprire tutte le caratteristiche della bevanda, in particolare la sua esposizione a residui tossici.

Dalla ricerca, coordinata dal Professor Evaristo Ballesteros, del dipartimento di chimica fisica e analitica dell’Università Andalusa, è emerso che il latte contiene molti prodotti chimici “estranei”, ovvero non propri del latte ma derivati da antibiotici, ormoni della crescita, ed altre sostanze somministrate alle mucche e alle capre dagli allevatori.

Ciò che stupisce è il fatto che neppure il latte materno è esente da queste sostanze. Il motivo, hanno spiegato i ricercatori sulla rivista scientifica “Journal of Agricultural and Food Chemistry“, sta nel fatto che le sostanze chimiche sono contenute in tutta la catena elementare. Le percentuali di sostanze chimiche riscontrate nel latte materno sono comunque sensibilmente inferiori rispetto a quelle scaturite dalle indagini effettuate sul latte vaccino.

Sono circa venti le sostanze estranee rilevate dai ricercatori. Fra queste sostanze dalle proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche quali acido niflumico, acido mefenamico e ketoprofene e estrogeni come l’ormone 17 beta-estradiolo.

Secondo gli studiosi dell’Università di Jaén, il metodo di indagine da loro utilizzato per questa ricerca dovrebbe essere adoperato anche dai laboratori di controllo qualità dei prodotti alimentari. In questo modo ci si potrebbe rendere conto della minaccia di contaminazioni dei cibi prima che questi vengano messi in commercio, e provvedere a offrire ai consumatori del cibo privo di residui tossici.

Alessio Testa

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