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16 luglio 2011

Imagine Cup: New York si tinge di verde

E’ l’Irlanda la vincitrice dell’edizione 2011 dell’Imagine Cup, la competizione di information technology promossa dalla Microsoft per scovare tra gli studenti delle università di tutto il mondo i migliori talenti nel campo dell’innovazione tecnologica.

Il team di studenti irlandese “Hermes”, composto da studenti dello Sligo Institute of Technology, si è aggiudicato, infatti, nella categoria del software design presentando un programma per la riduzione della mortalità negli incidenti stradali.

Alla competizione statunitense ha partecipato anche il team italiano “NeaSoft” composto dagli studenti dell’Università Federico II di Napoli che nonostante avesse vinto il primo premio per la categoria “Software Design” nelle fasi iniziali dell’Imagine Cup lo scorso 8 giugno e raccolto vari consensi nel corso dello showcase di presentazione, non è riuscita ad accedere alla “top six”.
Il progetto denominato Oculorum Moto Computer Regere (Omcr) permette di comandare un computer con il movimento degli occhi, bypassando l’utilizzo sia della tastiera sia del mouse. Fissando un punto fisso sullo schermo, l’utente comunica al sistema di voler spostare il mouse proprio in quel punto, mentre per cliccare può essere sufficiente battere le palpebre o mantenere lo sguardo fisso su un determinato punto per qualche istante in più. A ogni modo tutte le istruzioni che l’utente può dare al computer sono personalizzabili.
In questo modo l’Omcr sarebbe in grado di fornire un accesso al web e, in generale, di consentire l’utilizzo di un pc anche a disabili gravi che non possono utilizzare braccia e mani abbattendo così le barriere,

Non ci perdiamo d’animo, anzi, il progetto andrà ulteriormente implementato, con l’inserimento di nuove funzionalità. –precisano i componenti del team napoletano Clemente Giorio, Raffaele Galiero e Marta Ponari E al di là della gara, se verrà adottato da ospedali e strutture sanitarie e poi diffuso presso i pazienti per un utilizzo domestico, potrà davvero contribuire a migliorare la vita di molte persone“.

Oltre al team della Federico II si sono contraddistinte altre università italiane come Politecnico di Milano e l’Università degli Studi di Verona.

Ma al di là della classifica finale, tutti quanti i ragazzi giunti a New York possono considerarsi vincitori. Per aver superato difficili selezioni ma, soprattutto, per avere comunque lasciato una traccia tecnologica e non solo in quanto alla competizione mondiale hanno preso parte anche team provenienti da paesi africani o asiatici come testimonianza di quella voglia di riscatto, di contribuire al cambiamento e di migliorare l’esistenza delle persone con cui si trovano a che fare nella vita di ogni giorno.

In molti progetti, infatti, sono emerse storie vere di sofferenza di malattia ma soprattutto esperienze personali.

Esemplare è stato il progetto presentato dal team neozelandeseCare Everyone” che si è occupato della razionalizzazione delle risorse nella lotta alla malaria, malattia che ha colpito la madre di uno dei componenti della squadra. Come sottolinea sottolinea Zhao Zhongsheng, giovane studentessa della Dalian University of Technology :“Non siamo venuti qui con l’idea di fare soldi sfruttando le sofferenze delle persone sappiamo usare la tecnologia e cerchiamo di metterla a disposizione della nostra società. Se migliora la vita di chi ci sta attorno, anche la nostra vita alla fine sarà migliore”.

Ed è proprio per incentivare i giovani nella creazione di nuove start up per la creazione di una vita migliore che Microsoft ha annunciato uno stanziamento di 3 milioni di dollari per i prossimi tre anni, quindi non ci resta altro che spermere le meningi, Microsoft ci aspetta!!

Dora Della Sala

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