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19 luglio 2011

La Community of Ariane Cities coinvolge i ragazzi della Sapienza

Nel mese di luglio, gli studenti della Sapienza svolgeranno, su base competitiva, progetti relativi allo sviluppo del lanciatore Vega. Proseguiranno fino al 25 luglio i lavori per la dodicesima edizione della Community of Ariane Cities (CVA) Summer School on Space Launchers.

Per chi non lo sapesse, la Community of Ariane Cities è un’associazione no profit di enti locali e organizzazioni industriali, i quali promuovono progetti europei di trasporto aerospaziale.

Il 4 luglio si è svolta la cerimonia di inaugurazione presso il Palazzo Valentini di Roma; Marcello Onori, direttore del Centro di ricerca aerospaziale, e Filippo Sabetta, preside della facoltà di Ingegneria aeronautica e dello spazio, hanno coordinato la cerimonia per la Sapienza.

L’iniziativa prevede la partecipazione dei 40 migliori studenti selezionati nelle università europee.
I ragazzi, presso la Sapienza, nel mese di luglio svolgeranno, su base competitiva, progetti in team relativi allo sviluppo del lanciatore Vega (Vettore Europeo di Generazione Avanzata, non ancora operativo).

Una delle prime attività è stata completata a Colleferro e Segni nei giorni 9 e 10 luglio, nel corso dei quali si è tenuto un workshop, organizzato da Avio, per la costruzione di mini-razzi con cui gli allievi hanno partecipato a una competizione.

Nonostante sia risultato vincitore il team Rasta Rocket, costituito da allievi provenienti da Spagna e Germania, gli allievi della Sapienza hanno comunque fornito un’ottima prestazione, con lanci e predizioni teoriche di alta qualità.

Nei prossimi giorni gli allievi proseguiranno il lavoro in team per la preparazione di sette tesi su temi relativi a possibili evoluzioni del lanciatore spaziale Vega.
Al termine della scuola, una giuria internazionale premierà il migliore lavoro prodotto.

Sono inoltre previste visite degli allievi agli stabilimenti industriali di Avio, Vitrociset, Thales Alenia Space, Telespazio-Fucino e dei centri di ricerca di Esa-Esrin e Cira.

Per chi volesse saperne di più al riguardo, può consultare il seguente sito:
http://www.villes-ariane.org/en/programmes/

Contro l’idea comune dunque, di una università che è mero studio, talvolta “matto e disperatissimo”, i progetti proposti dalla Community of Ariane Cities che coinvolgono le Università italiane e i nostri studenti dimostrano che l’applicazione pratica è ancora possibile nelle nostre istituzioni scolastiche.
Il rimprovero però, ancora una volta, va diretto alla cattiva e scarsa pubblicità che ne viene fatta.

Margherita Teodori

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