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31 luglio 2011

L’università degli studi di Perugia diverrà un polo sanitario

La regione Umbria ha stipulato un patto d’intesa con l’Università degli Studi di Perugia. L’accordo prevede la realizzazione di un polo sanitario universitario che agisca in sinergia con le aziende ospedaliere del territorio umbro.

L’intento dei promotori del progetto è di potenziare e migliorare ulteriormente i servizi sanitari erogati dalla regione creando una cooperazione tra il personale dell’ateneo e gli operatori sanitari dislocati nei presidi medici.

Nello specifico i dipendenti dell’ateneo, in particolare i ricercatori verranno equiparati al personale medico e potranno svolgere funzioni di assistenza nelle strutture ospedaliere, mantenendo l’autonomia sul piano didattico e nelle sfere di competenza inerenti al lavoro svolto presso l’Università.

Per consentire una fruizione dei servizi rapida ed essenziale verrà resa operativa la facoltà di medicina a Ternie verranno stanziati 3 milioni e 600.000 euro.

come sottolineato nel corso della presentazione del progetto, lo scorso 26 luglio, dal presidente della regione Katiuscia Marini si investirà anche nel settore della ricerca Biomedica.

Con questa intesa – ha affermato il governatore umbro – vogliamo investire in Umbria nella nuova medicina che dovrà’ essenzialmente puntare alla diagnostica precoce e, per l’evoluzione tecnologica, a trattamenti mini-invasivi, dalla robotica alla nano tecnologia“.
Hanno partecipato all’incontro anche l’assessore regionale al Bilancio, Franco Tomassoni, il rettore dell’università’, Francesco Bistoni, i sindaci di Perugia e Terni, Wladimiro Boccali e Leopoldo di Girolamo, i direttori regionale della sanità’, Emilio Duca, e delle due Aziende ospedaliere di Perugia e Terni, Walter Orlandi e Giancarlo Giovannini.

La Marini si è soffermata anche sulle finalità del progetto evidenziando che la realizzazione dello stesso, consentirà una razionalizzazione dei servizi e un potenziamento dell’offerta didattica dell’ateneo.

L’accordo programmatico infine, punta all’estensione dei servizi nell’intero territorio regionale e non soltanto dunque, nell’ambito della attività universitaria.

Un’ iniziativa quindi di ampio respiro, innovativa e moderna che ci si auspica serva da sprone per le altre regioni affinché sulla scorta dell’esempio dell’Umbria, realizzino progetti simili.

Vincenzo Amone

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