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10 luglio 2011

Ricercatore italiano scopre proteine utili contro i tumori

Ci sono due proteine alla base del processo che permette alle cellule di “riaccendere” i geni spenti dai meccanismi cellulari. Lo ha scoperto uno studio dell’italiano Alfonso Bellacosa, che lavora al Fox Chase Cancer Center di Philadelphia, che potrebbe aprire la strada a nuove strategie per combattere i tumori ma anche le malformazioni congenite. Ora che si conosce il meccanismo si può quindi pensare a terapie che riattivino opportunamente alcuni geni “spenti” dai tumori.

Le cellule contengono già al loro interno le armi per correggere i difetti che si creano nel Dna, che se sfruttate a dovere possono riparare a guasti come i tumori o le malformazioni, a patto di conoscerne i meccanismi.

Un passo molto importante quello di Alfonso Bellacosa, che ha scoperto cosa regola il meccanismo della demetilazione, un processo che, come detto, “riaccende” i geni silenziati.

Uno dei meccanismi con cui i geni vengono regolati è la metilazione, cioè l’aggiunta di una appendice al Dna che di fatto spegne l’attività, e che può avvenire nei due sensi: un processo interessante perchè la metilazione è parte dei normali processi della cellula, però quando avviene sui geni che sopprimono i tumori porta al cancro.

Lo studio ha scoperto per primo che la demetilazione, cioè il processo inverso della metilazione, dipende da una specifica proteina, la timina-Dna-Glicosilasi (Tdg), che agisce insieme ad un’altra per demetilare i geni. La conferma di questo effetto è stata data dimostrando che topi geneticamente modificati per essere incapaci di esprimere la Tdg non riescono a nascere, perchè hanno i geni metilati senza un preciso ordine: si è scoperta quindi una nuova funzione, la demetilazione appunto, tra quelle che possono essere svolte per la riparazione della cellula.

Le possibili applicazioni della scoperta, lontane comunque alcuni anni, non si fermano qui: questo meccanismo riparatore fino ad oggi sconosciuto potrebbe rappresentare in un prossimo futuro un grande passo avanti per ripristinare un alterato imprinting genomico nell’embrione in una fase molto precoce del suo sviluppo, causa di malformazioni congenite, e nell’adulto per prevenire o curare l’insorgenza di tumori.

Giampaolo Felli

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