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4 luglio 2011

Ricercatori italiani scoprono i superconduttori freddi

Alcuni ricercatori italiani hanno scoperto come trasportare corrente in fili e circuiti senza dissipare energia e produrre campi magnetici molto elevati senza dover raffreddare il materiale, assai utile nel campo del trasporto a levitazione magnetica.

La scoperta degli scienziati dell’Università Cattolica di Roma e dell’Università di Trieste e della Sincrotrone Trieste potrebbe avere un impatto notevole sul trasporto di energia elettrica e sullo sviluppo di elettronica che non si scalda mentre lavora.

Grazie ad una tecnica sviluppata dai fisici italiani è stato possibile rendersi conto del cambiamento delle proprietà ottiche, quello che per noi è il colore, su scale di tempo di circa 0.000000000001 secondi, dopo che il sistema è stato portato fuori dalla condizione di equilibrio da un impulso di luce.

L’estrema risoluzione temporale ha permesso di dimostrare, per la prima volta, che la formazione della superconduttività ad alta temperatura è associata ad un cambiamento di colore del materiale per un intervallo di tempo brevissimo. Questo fenomeno, impossibile da misurare con le tecniche tradizionali, è completamente assente nei superconduttori tradizionali (detti a bassa temperatura) e costituisce un risultato importante nella comprensione di questo fenomeno.

Vengono chiamati superconduttori ad alta temperatura critica tutti i materiali che diventano superconduttori, quelli cioè la cui resistenza al passaggio di corrente diventa nulla, a una temperatura superiore a – 243 gradi centigradi.

Una scoperta che ha evidentemente enormi implicazioni future: i superconduttori freddi (questo il nome dato a quanto si è scoperto) avranno infatti un più che determinante impatto sulla produzione e sul trasporto energetico, e specialmente sui futuri sviluppi dell’elettronica in genere, oltre alla possibilità che non si produca calore utilizzando energia per vari tipi di lavori specifici.

Giampaolo Felli

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