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4 luglio 2011

Uniss, lotta alla siccita’ e alla desertificazione

Mercoledi’ ad alghero si riuniranno i maggiori esperti intenazionali nel settore della lotta alla siccita’ e alla desertificazione. L’incontro serve a formulare le raccomandazioni scientifiche da presentare alla prossima conferenza delle parti della convenzione delle nazioni unite che si terrà in corea del sud a ottobre.

Lotta alla siccità e alla desertificazione. È questo l’oggetto della conferenza internazionale che si aprirà ad Alghero, al Chiostro di San Francesco, mercoledì (6 luglio) al Chiostro di San Francesco, a partire dalle 9, e continuerà nei due giorni successivi.

L’evento è stato organizzato dal Nucleo di Ricerca sulla Desertificazione dell’Università di Sassari, coordinato da Pier Paolo Roggero, dalla European Science Foundation e da DesertNet International, un network internazionale di ricercatori indipendenti. Alla conferenza parteciperanno un centinaio di ricercatori ed esperti provenienti da venti paesi tra Africa, America, Asia ed Europa e rappresentanti di organismi internazionali come l’Unep, il programma delle Nazioni unite per l’ambiente, l’Unu-Inweh, l’Istituto per l’acqua, l’ambiente e la salute dell’Università delle Nazioni Unite e la Direzione generale Ambiente della Commissione europea.

L’incontro servirà come piattaforma per l’elaborazione di raccomandazioni scientifiche che saranno poi presentate alla prossima Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite di lotta alla siccità ed alla desertificazione (Unccd), che si terrà in Corea del Sud a ottobre.

La conferenza di Alghero sarà quindi un confronto tra i massimi esperti internazionali sui molteplici aspetti associati alla desertificazione, con particolare riferimento alle relazioni con i cambiamenti climatici e i processi biofisici e socio-economici del fenomeno, perché è solo attraverso approcci integrati che si possono affrontare questioni complesse come quelle relative alla lotta alla desertificazione.

Tra i tanti esperti che parteciperanno all’incontro, spicca il nome dell’israeliano Pedro Berliner, professore emerito del Blaustein Institutes for Desert Research dell’Università “Ben Gurion” di Negev.

Il titolo della conferenza è “Resilienza e il funzionamento degli ecosistemi aridi: integrazione delle valutazioni bio-fisiche con questioni socio-economiche” (Dryland ecosystem functioning and resilience: integrating biophysical assessment with socio-economic issues). Il tema centrale dell’incontro riguarda quindi, in special modo, la desertificazione, cioè quell’insieme di processi di degrado del suolo causato da cambiamenti climatici e attività umane che interessa circa il 45% della superficie terrestre. Il 38% della popolazione umana vive su terre aride, molte delle quali sono tra le terre più povere del mondo. C’è una stretta correlazione positiva tra povertà e degrado del suolo e i programmi di sviluppo non possono prescindere dall’aumento della fertilità agronomica dei suoli.

Serena Valeriani

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