• Google+
  • Commenta
20 luglio 2011

Università della Romagna: la risposta al ridimensionamento dei ruoli delle facoltà

Lo statuto dell’ateneo bolognese “Alma Mater Studiorum” non è per niente andato giù alle facoltà romagnole in quanto il ruolo di queste ultime, secondo quanto disposto dal nuovo statuto, verrebbe totalmente minimizzato.

E’ arrivato il momento di prendere le distanze da Bologna e far camminare l’università romagnola con le proprie gambe, creando un polo universitario a se stante”. Questo è quanto sostiene Jacopo Morrone, segretario provinciale della Lega nord a Forlì-Cesena, in merito alla vicenda.

Per quanto mi riguarda –precisa il segretario Morrone– chiederò all’On.Pini di sollecitare e di far si che venga discussa il prima possibile in Consiglio dei Ministri la proposta di legge che lo stesso deputato leghista ha depositato in parlamento oramai 3 anni fa circa la costituzione di un’Università Romagnola.

La totale assenza di ogni forma istituzionale di rappresentanza romagnola negli organi di Governo dell’Ateneo Bolognese –spiega Morroneesemplifica la volontà di accentramento del capoluogo emiliano, isolando progressivamente le succursali universitarie Romagnole ed è per questo motivo che bisogna creare immediatamente un progetto concreto e realizzabile di Università della Romagna in quanto -conclude – ancora una volta lo strapotere di Bologna e del PD emiliano rischiano di distruggere lo sviluppo dell’Università Romagnola, svalorizzandone l’offerta didattica e i cospicui investimenti degli ultimi vent’anni.”

Dora Della Sala

Google+
© Riproduzione Riservata