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8 luglio 2011

Valtellina, istallata la prima stazione “portatile” di monitoraggio climatico-ambientale

Il 30 giugno in alta Valtellina sul ghiacciaio dello Stelvio, a 2700 metri di quota, è stata istallata, da un team di ricercatori guidato da Paolo Bonasoni, del Cnr-Isac (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima), coordinatore scientifico Progetto Share, la prima stazione “portatile” di monitoraggio climatico-ambientale che permetterà di monitorare il clima e l’ ambiente anche in quelli estremi. Lo strumento, molto all’ avanguardia nella ricerca scientifica, si chiama “Nano SHARE” ed nato grazie ad una collaborazione italo-francese tra i comitati EvK2Cnr, il Cnrs- Lgge e EvK2Cnr nell’ ambito del progetto internazionale Share – Stationat High Altitude for Research on the Enviroment.

Il team, composto da Giampietro Verza, responsabile tecnico del Comitato EvK2Cnr, Antonin Broquet, del Cnrs-Lgge (Centre National de Recherche Scientifique – Laboratoire de Glaciologie et Geophysique de l’Environnement); Angela Marinoni e Francescopiero Calzolari del Cnr Isac, ha montato tutti i moduli della stazione in circa tre ore , sia il sistema contenente la strumentazione scientifica per le misure climatiche e meteorologiche con l’impianto di termoregolazione e quello per l’acquisizione e la trasmissione dei dati, sia il sistema di accumulo e distribuzione dell’energia ed il sistema di alimentazione comprendente pannelli solari e generatore eolico.

“Nano SHARE è un sistema portatile che permette di eseguire misure della composizione dell’atmosfera in modo automatico ed autonomo da un punto di vista energetico–dice Bonasoni
che ha inviato in tempo reale i dati e ha spiegato che esso è unico nel suo genere ed è in grado, appunto di funzionare anche in ambienti estremi.

Nano Share realizza in sé tutte le parti di una stazione di monitoraggio di qualità dell’aria – spiega, invece, Verza -. Abbiamo un sistema che preleva l’aria ambientale, esegue le misure e fornisce in uscita dei dati, che sono acquisiti da un piccolo sistema sviluppato appositamente. I dati vengono poi inviati, grazie ad un apposito sistema di trasmissione, al server centrale. Il tutto alimentato da un sistema ibrido composto da pannelli solari e generatore eolico”.

L’installazione di Nano SHARE viene inclusa anche in un progetto più ampio che coinvolge il Parco Nazionale dello Stelvio perché gli istituti Isac, Ise ed Irsa del Cnr e la Fondazione Lombardia per l’Ambiente, il Comitato EvK2Cnr con l’ appoggio dell’ Università di Milano hanno avviato il progetto SHARE Stelvio, che ha azionato un programma di monitoraggio ambientale sistematico e coordinato per analizzare la composizione, la qualità e la variabilità atmosferica per stabilire le conseguenze sulla criosfera e quindi sulla risorsa idrica dello stesso parco.

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