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27 luglio 2011

Vetrina letteraria di una casa farmaceutica tra il 1947 e il 1965

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Vetrina letteraria di una casa farmaceutica

Vetrina letteraria di una casa farmaceutica

La ventisettenne Beatrice Paglialunga, ragazza veronese laureata con 110 e lode in Filologia moderna all’università Cattolica di Milano ha discusso nel mese di luglio la tesi “Lo Smeraldo 1947 1965.

“La vetrina letteraria di una casa farmaceutica” con relatore professor Giuseppe Lupo, docente di letteratura contemporanea; Lupo (classe 1963) inoltre è autore del romanzo L’ultima sposa di Palmira, Marsilio Editori, 2011.

Le biblioteche sono diventate i sepolcri di questa rivista letteraria di un pezzo di storia italiana durato quasi ventanni, rivista nella quale hanno scritto autori italiani e stranieri e giornalisti famosi. La dottoressa Paglialunga ha svolto un vero e proprio lavoro di archeologia letteraria, portando alla luce questi scritti, dopo averli trovati nella Biblioteca Nazionale di Roma.

“Ho fatto l’analisi di questa rivista letteraria finanziata dalla Sigurtà farmaceutici, l’azienda fondata nel 1927 a Milano da Giuseppe Carlo Sigurtà che poi aprì uno stabilimento anche a Valeggio, dove si trovava la villa di famiglia. Rintracciare la rivista non è stato facile. Nemmeno la famiglia Sigurtà ne sapeva molto”.

Continua Beatrice Paglialunga :“Sono riuscita a rintracciare la figlia del dottor Cartago, Gabriella, che è docente di Storia della lingua all’università Statale di Milano, la quale si è dimostrata molto interessata e disponibile. È riuscita a farmi consultare l’archivio, custodito da privati, della rivista. Così ho trovato carteggi fra redazione e autori come Giovanni Comisso, Eugenio Montale, Alberto Moravia, Marino Moretti, Gianna Manzini, Anna Maria Ortese e Maria Luisa Spaziani”

E c’è anche qualche persona sopravissuta alla rivista, come la poetessa Spaziani di Roma che ha incontrato la neolaureata:

“Una signora gentile, che mi ha raccontato la sua esperienza con questa rivista e quando è venuta a Verona, lo scorso giugno, per un incontro alla Fnac, sono andata a trovarla. Ha voluto una copia della mia tesi e ha fatto una dedica alla mia”.

Alla neo filologa non manca la tenacia, l’amore e la passione per la letteratura.

“Il mio sogno è dedicarmi alla ricerca filologica ma l’accesso all’università è molto difficile. Mi piacerebbe anche collaborare con delle riviste o un giornale. So che non è semplice ma la tenacia non mi manca”.

Danilo Ruberto

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