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18 luglio 2011

Viaggi interstellari, la nuova frontiera della scienza aerospaziale

Ricordate gli spettacolari paesaggi di Pandora, il pianeta immaginario in cui si svolge l’azione del film Avatar, il capolavoro targato James Cameron campione di incassi della passata stagione cinematografica?

Ovviamente gran merito va alla grafica computerizzata e all’inesauribile fantasia degli autori, che però un piede per terra l’hanno lasciato quando hanno pensato la splendida Pandora orbitante intorno alla stella Alfa Centauri, che esiste realmente ed è anche la più vicina alla Terra (circa 4 anni luce).

La domanda a questo punto è: riusciremmo un giorno ad arrivarci per davvero o è solo fantasia?

Discordi gli esperti. C’è chi dice che i tempi non sono ancora maturi perché si possa seriamente parlare di viaggi interstellari e c’è chi, ottimisticamente, non nasconde la speranza che improvvisi progressi della scienza aerospaziale possano abbreviare di molto l’attesa.

Il limite massimo finora raggiunto è di 61.500 km/h, straordinaria per quelli che sono i nostri parametri terrestri, che è quello del Voyager 1, il satellite lanciato il 5 settembre 1977 dalla NASA per lo studio dei pianeti giganti.

Il Voyager 1 partì su uno dei razzi vettori più potenti mai prodotti, il Titan Centauro, e ha da tempo concluso la sua missione.
Voyager 1 non ha mai subito guasti, anzi ha continuato imperterrito la sua corsa ed ora è l’oggetto costruito dall’uomo più lontano nello spazio: 118 volte la distanza fra la Terra e il Sole.

Tantissimi i chilometri finora percorsi, una progressione impressionante per noi, eppure irrisoria se tradotta in termini astronomici.
Secondo le ultime stime per raggiungere Alfa Centauri al satellite occorrerebbero approssimativamente 55.000 anni.

Una previsione tutt’altro che confortante, specie se per raggiungere la più distante (circa 100.000 anni luce) più che di centinaia dobbiamo parlare di miliardi di anni.

Ma, per quanto incredibile possa sembrare, c’è ancora qualcuno che di gettare la spugna proprio non vuole sentire parlare.

La speranza, non è un mistero, è quella che una repentina, sorprendente rivoluzione copernicana nel ancora giovanissimo settore delle tecnologie aerospaziali possa rendere finalmente credibile un avvicinamento forte, deciso alla prospettiva del viaggio interstellare, portando ad una sensibile contrazione dei tempi necessari fino a poche decine di anni .

Matteo Napoli

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