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3 luglio 2011

Vincono i quattro “sì” anche all’Università di Bologna

All’Università di Bologna oltre duemila dipendenti hanno votato per bocciare lo statuto proposto dal Rettore Ivano Dionigi. Un risultato che ha positivamente sorpreso gli stessi organizzatori del referendum, e che va a respingere un regolamento che i sindacati giudicano “carente e autoritario”.Quasi la totalità dei 2256 votanti (professori, ricercatori, tecnici e amministrativi e precari), che hanno avuto la possibilità di esprimere la propria opinione dal 28 al 30 giugno, collegandosi al sito web o presentandosi in uno dei banchetti allestiti in via Zamboni, si è espressa a favore delle quattro proposte presentate nel referendum.

Il corpo universitario ha votato: Sì all’elezione democratica di tutti i membri degli organi collegiali (compreso il Cda); sì all’elezione dei direttori di dipartimento e dei presidi delle facoltà; sì alla possibilità di sfiduciare il Cda da parte del Senato; e infine sì all’assegnazione di un maggior peso al voto del personale tecnico e amministrativo nell’elezione del rettore.

Il conteggio finale ha portato l’esclusione di alcuni voti, da parte dei tecnici informatici dell’università, che hanno obiettato alcune funzioni dell’intero sistema di votazione. I risultati, tuttavia, restano schiaccianti.

La Flc-Cgil dichiara che “Si è arrivati a questa inedita iniziativa perché la discussione sullo statuto è stata approssimativa e perché il rettore intende continuare per la sua strada, nonostante l’invito giunto da più parti a darsi più tempo e a evitare lacerazioni. Il risultato, dopo oltre un anno di lavoro della Commissione statuto, è una bozza carente e autoritaria, che sarà esposta nella sua versione completa e definitiva pochi giorni prima della scadenza per la sua approvazione”.

Intanto, iniziano le prime modifiche della bozza dello statuto. Si legge nel comunicato dell’Intersindacale: “Il Rettore ha convenuto che sia necessario eleggere e non nominare i direttori, i presidenti di facoltà e i coordinatori di campus, argomento oggetto del nostro secondo quesito. Ciò che ancora attende risposte è la realizzazione della democrazia rappresentativa negli organi di governo del nostro Ateneo”.

Marilena Grattacaso

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