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3 agosto 2011

All’università del Salento un giro di consulenze non autorizzate

Tremano i palazzi dell’ Università del Salento.

I controlli a tappetto della Guardia di finanza hanno portato alla luce una situazione sconcertante.

Incarichi e consulenze esterne, alcune addirittura di centomila euro non autorizzate.

Più di venti i docenti finiti nell’occhio del ciclone

Ai sensi o dall’articolo 53 del decreto legislativo 165 del 2001, le consulenze esterne spettano a docenti di prima e seconda fascia che abbiano stipulato un contratto a tempo pieno con l’ università e che siano autorizzati dal preside di facoltà, a svolgere funzioni di consulenza esterna.

Dalle indagini è emerso invece, che vi sono alcuni docenti che non rispondevano ai requisiti previsti dal regolamento.

I finanzieri del capoluogo salentino, hanno scoperto l’accaduto effettuando dei controlli mirati su trenta docenti possessori di partita IVA e operanti nella facoltà di Economia e Giurisprudenza. Dai controlli è emerso che solo nove docenti risultavano in regola.

Immediatamente gli ufficiali hanno convocato i professori presso il comando provinciale di Lecce, sottoponendoli ad un interrogatorio serrato e chiedendo di esibire la documentazione e l’autorizzazione necessaria per effettuare consulenze. Alcuni di loro non erano in regola, pertanto, sono finiti nella trappola tesa dai baschi verdi, che erano già in possesso dell’elenco delle autorizzazioni concesse e hanno quindi,avviato d’ufficio la procedura per sanzionare i responsabili.

Non si configurano ipotesi di reato ma, si tratta in ogni caso di evasione fiscale e qualora risultassero effettivamente colpevoli, i responsabili dovranno versare l’intero importo acquisto tramite le consulenze nelle casse dell’Ateneo. a pagare potrebbe esser anche la ditta che ha commissionato lavori e consulenze a chi non poteva svolgere questo compito.

Ancora una volta dunque, tra le pieghe del mondo universitario, emerge il marcio. Ciò che maggiormente ferisce è vedere che a compiere gesti simili sono coloro i quali dalle cattedre universitarie spesso si ergono a maestri di vita e ci si chiede quale esempio queste persone possano dare a un giovane studente. Un professore infatti, non deve essere solo in grado di trasmettere il sapere ma deve poter insegnare il codice etico e morale ai suoi allievi.

Ci si augura dunque, che si vada fino in fondo e chi ha sbagliato paghi se non altro per non far passare l’ idea che il furbo la fa franca e l’ onesto invece, deve subire quotidianamente questi atti di ingiustizia.

Vincenzo Amone

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