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6 agosto 2011

Chiudono le sedi distaccate dell’Unict a Ragusa

Era il 1993 quando a Ragusa aprì una sede distaccata dell’Università di Catania che comprendeva ben cinque facoltà: Medicina e Chirurgia, Agraria, Lingue e Letterature Straniere, Scienze del Governo e Giurisprudenza. L’apertura fu subito un’ottima opportunità per quegli studenti di Ragusa e provincia che, non avendo mezzi, opportunità o semplicemente voglia di trasferirsi in un’altra città, avrebbero potuto frequentare i corsi di laurea nella nuova sede.

Nel 1995, per sostenere la nuova università si creò un consorzio (Consorzio Universitario della Provincia di Ragusa) del quale facevano parte diversi enti locali tra i quali la provincia e il comune di Ragusa. Gli obbiettivi che il Consorzio e l’università di Catania si erano posto erano ambiziosi, si voleva fare di Ragusa il quarto polo universitario della regione.

Purtroppo nel giro di pochi anni il progetto iniziò a rivelarsi di difficile compimento, la mancanza di fondi causò la diminuzione progressiva del numero degli scritti e nel 1999 l’università perse la sua prima facoltà; Medicina e Chirurgia chiuse, costringendo così gli studenti a concludere il loro cursus studiorum altrove, con non pochi danni economici per le famiglie.

Dodici anni dopo sono pronte a chiudere i battenti altre due facoltà, Agraria e Giurisprudenza. Non finisce qui, in base ad un protocollo d’intesa firmato tra il Consorzio Universitario e il rettore dell’Università di Catania, Antonio Recca, in data 14 giugno 2010, l’unica facoltà che rimarrà attiva sarà quella di Lingue e Letterature Straniere. Cosa ancora più sconcertante è che quella di Ragusa dovrebbe diventare l’unica sede per la facoltà di Lingue anche per l’università etnea.

Queste decisioni hanno provocato le proteste degli studenti sia a Ragusa che a Catania, la motivazione è ovvia e lampante. Questi cambiamenti costringeranno centinaia di studenti a dover spostarsi di sede, e, oltre ai disagi logistici, si aggiungeranno quelli economici delle famiglie.

Le motivazioni che hanno spinto Recca ad attuare queste scelte sono molto semplici, si potrebbero riassumere nel noto proverbio del volere la botte piena e la moglie ubriaca: non si vuole abbandonare l’idea del quarto polo universitario ma, al contempo, non si hanno i fondi sufficienti per farlo, quindi ecco questa soluzione che non accontenta nessuno.

Diciamo la verità, la colpa non è solo del rettore etneo, i soldi per mantenere attiva la sede distaccata in verità dovevano arrivare dal Consorzio, quindi principalmente dalla Provincia di Ragusa, la quale però ha dimezzato la somma di 1,5 milioni di euro che ogni anno veniva stanziata in favore del Consorzio, questo ha determinato il dover chiudere i corsi di laurea di Giurisprudenza ed Agraria per mancanza di fondi.

Recca però non ha abbandonato l’idea del quarto polo, queste chiusure le chiama con il termine meno brutale di riorganizzazioni, a riprova di ciò lascia aperta la sola facoltà di Lingue, con il progetto di farla diventare l’unica. Soluzione che scontenta tutti.

Negli ultimi giorni sul fronte ibleo qualcosa però pare muoversi, il Consorzio pare sia riuscito ad ottenere ossia lo stanziamento di nuovi fondi da parte della Provincia che permettono il mantenimento dei corsi ad esaurimento, pur non assicurando l’attivazione dei corsi per l’anno 2011/2012. Probabilmente una vittoria di Pirro che non servirà a scongiurare la chiusura ma almeno permetterà agli studenti iscritti di portare a termine il proprio corso di studi nella sede ragusana.

Francesco Tamburrino

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