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3 agosto 2011

È stato rilevato dell’ossigeno gassoso nello spazio

Tante notizie importanti, fra gli ultimi giorni di luglio e i primi di agosto, sono state diffuse in merito all’universo che circonda il nostro pianeta. Risale a poco più di una settimana fa la scoperta, da parte dei ricercatori della NASA e di quelli del California Institute of Technology, della più grande e antica riserva d’acqua dell’universo. Si tratta di una nube, contenente una quantità d’acqua, sotto forma di vapore acqueo, 140mila miliardi di volte superiore a quella che scorre su tutti i mari del nostro pianeta.

Sempre pochi giorni fa , un team di ricercatori sardi ha brevettato a livello internazionale una serie di tecnologie che in futuro potrebbero permettere all’uomo di produrre ossigeno, propellenti, fertilizzanti e piante commestibili e di edificare direttamente su Marte.

Un’altra notizia di primaria importanza, riguardante l’universo, è stata recentemente pubblicata sulla rivista scientifica “The Astrophysical Journal”. Riguarda la scoperta di ossigeno, caratterizzato dalla stessa configurazione chimica di quello presente sulla Terra, nella regione di Orione.

Le molecole di O2 sono state individuate dall’osservatorio Herschel dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). La scoperta è stata resa possibile dalla innovativa tecnologia del telescopio Herschel, dotato di rilevatori a infrarossi e spettrometri avanzati. Questo strumento così evoluto è stato realizzato grazie agli sforzi dell’ESA e ad alcuni contributi tecnici dell’agenzia spaziale americana (NASA).

La nebulosa di Orione, dove i ricercatori hanno scoperto le molecole di O2, dista 1500 anni luce dalla Terra. Come spiega l’esperto Paul Goldsmith, l’ossigeno gassoso è stato scoperto nel 1770, ma solo dopo 230 anni si è potuto dire con certezza che le molecole di O2 esistono anche al di fuori del nostro pianeta.

Si tratta di una scoperta fondamentale per il progresso della ricerca umana in merito alle caratteristiche dell’universo che ci circonda. Per comprenderne l’importanza, basta pensare che le molecole di O2 costituiscono circa il 20% dell’aria che respiriamo sulla Terra.

Alessio Testa

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