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25 agosto 2011

Il sindaco di Chieti tuona “Gli enti locali non possono esseri esclusi dall’ Università”

Il primo cittadino di Chieti, Primio, alla vigilia della riunione in cui prenderà forma il nuovo statuto universitario, ha spedito una missiva indirizzata ai vertici dell’Università “G.D’Annunizio”, della cittadina marchigiana.

Nella missiva, rivolgendosi al rettore e ai membri del consiglio d’amministrazione, il sindaco ha espresso profonda gratitudine a nome della comunità per il prezioso e fondamentale ruolo svolto dall’Università nel processo di crescita culturale ed economica della città e del suo comprensorio, un ateneo che ha dato lustro all’intero Abruzzo.

Nello stesso tempo Primio, ha lanciato un appello affinché L’ Università non tagli fuori, attraverso le decisioni che verranno prese oggi 25 agosto, le istituzioni locali dalla gestione delle risorse utilizzate dall’ateneo. Il comune e la provincia infatti, a detta del sindaco, sono stati tra gli artefici , tra i promotori della nascita della d’Annunzio dunque, si legge nella lettera: ”Non si può dimenticarsi di chi ha consentito tutto questo, non può cancellare dal domani della d’Annunzio la presenza delle istituzioni locali, Comuni e Province in primis “

Occorre pertanto rafforzare l’ intesa creata in passato, tra enti locali e ateneo al fine di garantire uno sviluppo economico e sociale al territorio chetano che se tagliato fuori dalle iniziative universitarie, rischia di attraversare un periodo di profonda crisi economica.

A tal proposito l’amministratore della città ha usato toni forti affermando “ Il nuovo statuto non può  dimenticare il territorio che da sempre ospita questa “fabbrica” – parlo di Chieti, ma credo di poter dire lo stesso anche per le altre realtà –  territorio che vuole continuare a condividere e vivere le vicende dell’Università da protagonista e non da comprimario o, addirittura, da spettatore pagante.

Mi si perdoni la crudezza e le parole forse troppo dirette, ma come si può  pensare a una “G. d’Annunzio” il cui organo di governo non veda la presenza del Comune di Chieti e delle altre Amministrazioni? E’ indubbio che personale tecnico amministrativo e studenti debbano essere parte significativa dei nuovi Cda, ma credo che lo stesso possa e debba dirsi per gli Enti locali interessati a partecipare alla governance dell’Università sempre nel rispetto dei diversi ruoli e funzioni così come nelle previsioni della stessa ratio della legge, dico che il Comune di Chieti vuole essere e continuare a essere parte attiva e pulsante della “D’Annunzio”

Il capo dell’esecutivo locale, riconosce quindi, l’autnomia dell’università, concordando nel ritenere che studenti e personale amministrativo debbano svolgere un ruolo primario nel processo di crescita culturale e nella gestione dei fondi economici, motivazione questa con cui l’ Università giustifica l’esclusione dei comuni dalla nuova gestione universitaria, ma contestualmente rivendica la centralità dell’azione di governo comunale che ritiene decisiva per operare progetti di sviluppo qualificanti e di rilievo, che diano alla realtà marchigiana la possibilità di crescere e di assurgere a diventare regione inserita in un contesto nazionale ed europeo.

La lettera si chiude spiegando ulteriormente le ragioni per le quali l’amministrazione locale deve essere presente all’ interno della “D’Annunzio” e ricordando le azioni realizzate nel contesto comunale in favore degli studenti universitari “Insieme al Clinicizzato di Colle dell’Ara,scrive il sindaco- la D’Annunzio rappresenta la più importate risorsa economica e sociale del territorio,

Inoltre- continua Primio– molta parte del progetto di governo della mia Amministrazione pone attenzione e si collega inscindibilmente al futuro dell’Università. Penso alle Case dello Studente progettate in Centro Storico, al completamento del Campus oltre Via dei Vestini, al collegamento veloce tra Chieti alta e il Polo ospedaliero-universitario, ai nuovi parcheggi nei pressi del Clinicizzato, a servizio anche della “D’Annunzio”, al progetto di stazione di superficie di Madonna delle Piane, alle iniziative già avviate tra Comune e Università, a tutto quanto ancora potremmo e possiamo fare per rendere sempre più alta l’offerta formativa, la ricerca della d’Annunzio e la qualità della vita e dei servizi della mia Città.

Per queste ragioni- insiste il primo cittadino- fondamentalmente, per l’attenzione che la Città anche attraverso il mio governo ha mostrato nei confronti delle esigenze dell’Ateneo e per tutto quanto, sono certo, ognuno di voi può immaginare e pensare perché sia giustificata la presenza del Comune nel nuovo Cda, Vi chiedo di rivalutare, certo di trovare in tal senso concorde la Provincia di Chieti, ma forse anche di altri Enti locali che oggi seggono in consiglio, la possibilità di inserire tra i componenti del nuovo Cda il mio Comune “

Una questione complessa dunque quella proveniente da Chieti che apre la discussione sulla scelta operata dall’ateneo marchigiano e sulla risposta forte del sindaco. La scelta salvaguarda l’autonomia dell’Università? Si vuole privilegiare qualche privato ai danni dall’amministrazione comunale? Il sindaco davvero vuole continuare un’opera di riscatto e recupero economico del territorio? O forse il denaro fa gola a tutti?.

Interrogativi a cui solo gli abitanti del luogo possono dare risposte ma, quel che è certo è che situazioni simili si generano anche a causa della nuova riforma universitaria che ridisegna e stravolge il volto dei nostri atenei.

Vincenzo Amone

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