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13 agosto 2011

Nuove specie di meduse invadono il Tirreno e l’Adriatico

Le spiagge italiane si affollano nel periodo estivo e in particolar modo a ridosso di Ferragosto.
Si cerca relax, divertimento e per qualche giorno si mettono da parte i problemi quotidiani per cercare ristoro e serenità
Quest’anno però, i milioni di vacanzieri italiani che hanno scelto come destinazione la riviera adriatica o il litorale tirrenico, dovranno fare i conti con un’autentica invasione di meduse.

GRAZIE alla campagna “Occhio alla medusa”, che il mensile Focus ha lanciato insieme all’Università del Salento e il Cnr-Ismar, invitando i cittadini a segnalare la presenza di meduse sulle coste, è stato possibile evidenziare nel Mare adriatico un massiccio aumento della presenza della specie Carybdea , mentre Il tirreno è letteralmente colonizzato dalla Pelagia e dalla varietà Rhizostoma e si attende la bellissima Cotylorhiza.

Oltre duemila le segnalazioni dei bagnanti, grazie alle quali, è stato possibile tracciare una mappa aggiornata e dettagliata sulla presenza di questi celenterati nei nostri mari.

Entrando nello specifico, il dato più eclatante, come ha sottolineato Ferdinando Boero dell’Università del Salento, è il cospicuo aumento della carybydea. “Nell’Adriatico questa specie è sempre stata rara, si tratta di un cubozoo, la stessa classe delle micidiali vespe di mare australiane che uccidono. La Carybdea, invece, infligge punture dolorose i cui effetti passano presto senza lasciare grandi segni ” ha spiegato lo studioso. La presenza invece delle altre specie citate in apertura di articolo, è concentrata nel Mar Ligure è anche se elevata, è in calo rispetto allo scorso anno.

Questa notizia si aggiunge ad un altra allarmante. Come si può leggere scorrendo le cronache di questi giorni, in particolare sulle coste laziali è campane dilagano alghe tossiche. Inoltre, in Veneto è stata notata la zanzara Sud coreana che di solito è presente solo in zone tropicali e che come la cugina tigre, può essere portatrice di gravi malattie.

Inquinamento, surriscaldamento dei mari, variazioni climatiche, mutazioni dell’habitat le possibili cause della presenza di specie viventi non presenti nel nostro territorio.

Sta gradualmente mutando l’ambiente naturale della nostra penisola, fenomeno climatico già da tempo notato dagli esperti nel settore. Qualcosa sta cambiando e lo conferma questa estate strana, fresca, con alluvioni e piogge e temperature che di solito a queste latitudini si raggiungono nei mesi autunnali o primaverili.

È arrivato il momento di riflettere e cominciare ad investire maggiormente sul rispetto dell’ambiente prima che sia tardi.

Vincenzo Amone

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