C’era una volta Radio Sapienza…

Redazione Controcampus 30 Settembre 2011

« Amo la radio perché arriva dalla gente, entra nelle case e ci parla direttamente.

Se una radio è libera, ma libera veramente, piace ancor di più perché libera la mente. »

Questo è quanto cantava Eugenio Finardi nel lontano 1976. Erano gli anni in cui le cosiddette “radio libere” prendevano piede e la passione per la musica e la comunicazione cominciava a diffondersi tra i giovani dell’epoca, che nella maggiorparte dei casi, con molto ingegno riuscivano a mettere su degli apparati di trasmissione improvvisati e, armati solo della loro passione, cominciavano a dar vita e voce a storie, affetti e passioni, trasmettendole sotto forma di onde elettromagnetiche a chiunque avesse voglia di ascoltare.

Oggi la realtà radiofonica è nettamente diversa, il dominio dell’FM è riservato ai colossi dell’informazione e alle grandi radio commerciali, ma anche grazie allo sviluppo del web resta intatta un’isola felice dove convivono decine di radio libere: le radio universitarie.

Una di queste è, o forse viste le circostanze è il caso di dire, è stata Radio Sapienza, la web radio del primo ateneo romano.

Il progetto di Radio Sapienza, nato nei primi anni del 2000, è stato l’emblema della fusione tra una radio libera ed una professionale-istituzionale, guadagnandosi il ruolo di eccellenza nella formazione di professionisti della comunicazione nel settore radiofonico.

UNA EFFICIENTISSIMA SCUOLA DI RADIO

L’importanza di Radio Sapienza è da ricercare in primo luogo nel suo ruolo di formazione. Il RadioLab è infatti da anni una istituzione cardine e di riferimento per tutti i giovani dell’ateneo più popoloso d’Europa che intendono muovere i primi passi nell’ambiente radiofonico e, seguendo le proprie passioni, ambizioni ed attitudini, formarsi nei ruoli del settore radiofonico di specifico interesse.

Dunque prima di tutto formazione, realizzata attraverso una libera e gratuita condivisione di conoscenze e competenze secondo il metodo di apprendimento sul campo, dove il più esperto insegna al novizio. Diverse le aree tematiche, dalla parte tecnica che da anni si rivela un ottima palestra dove si formano brillanti registi e tecnici, con specifiche competenze nella gestione della messa in onda, della registrazione e della postproduzione del suono, passando poi per l’area degli speaker, che avendo la possibilità di mettersi continuamente in gioco nelle varie trasmissioni, acquisiscono il carisma e la padronanza caratteristici del mestiere, per finire nell’importantissima area di redazione, dove si impara, sempre sul campo, a realizzare in ogni sua fase un giornale radio, a partire dai servizi in esterna, fino alla scrittura delle brevi e dei servizi e alla loro messa in onda. Una imponente palestra di giornalismo radiofonico di altissimo livello, con tre edizioni di GR al giorno, più la rassegna stampa del mattino e l’aggiornamento notizie poco prima delle 13.

Dunque Radio Sapienza negli anni si è dimostrata sicuramente di vitale importanza per la formazione di figure professionali del settore radiofonico, una formazione libera, aperta a tutti gli studenti dell’ateneo, gratuita e sicuramente di un livello nettamente superiore a quella dei vari corsi privati del settore.

Questa è sicuramente una delle domande che la maggiorparte degli studenti della Sapienza si pongono: “perchè devo essere privato della possibilità di formarmi all’interno della mia Università e devo essere costretto a sborsare svariate migliaia di euro (che non posso permettermi) in corsi privati di dubbia utilità e professionalità?”. Considerando anche che la crisi del lavoro in generale oggi si fa sentire sempre di più, la formazione libera, gratuita e statale dovrebbe essere un must per cercare di restare a galla.

INFORMAZIONE, MUSICA E CULTURA A 360° NEL PALINSESTO

Oltre al ruolo di formazione Radio Sapienza svolgeva anche un ruolo “di facciata”, ovvero aveva un ricco ed interessante palinsesto in grado di attirare ascoltatori di ogni ceto sociale e indirizzo di studio, relazionandosi anche con il territorio e raccogliendo ascoltatori anche al di fuori dell’ateneo, configurandosi così come portavoce e mezzo di comunicazione di prima linea tra l’ateneo ed il mondo esterno, funzione questa di estrema e vitale importanza istituzionale.

Il vasto spazio di palinsesto riservato all’informazione, alla promozione di eventi riguardanti il mondo universitario, come i concerti e le conferenze della Città Universitaria hanno fatto si che Radio Sapienza acquistasse negli anni un ruolo di community, un baricentro di confluenza e scambio di saperi ed esperienze tra docenti (anche esteri) e studenti. In poche parole la radio dell’ ateneo è stata (ed aveva le potenzialità di svilupparsi maggiormente in questa direzione) l’emblema dell’appartenenza alla vita di campus, dell’appartenenza alla Sapienza non solo come studente, ma come cittadino, come parte integrante di qualcosa che va oltre i libri e lo studio, chiamato Università.

Decine di programmi, dal puro infotainment diviso per argomenti (libri, sport, viaggi, musica e cinema) con la collaborazione e le interviste di professionisti del settore, al cinema (con un programma sui mestieri del cinema che ha visto la partecipazione di ospiti d’eccezione), passando poi per l’informazione gastronomica e sulla corretta alimentazione, la musica indipendente spaziando dal rock al revival anni ’80. E si potrebbe ancora continuare, programmi di satira, di sport, di club culture, il tutto condito da ottima musica no stop, 24 ore su 24, rivolta ad un vasto target di interessi musicali ed età, valida e unica alternativa alla musica “strumentalizzata” dalle major imposta alle radio commerciali.

Tutto questo creato rigorosamente ed esclusivamente dalla passione e dalla creatività dei ragazzi che negli anni hanno formato lo staff di Radio Sapienza, mettendo a disposizione un po’ (tanto) del loro tempo e della loro buona volontà per mandare avanti questo progetto, tutto questo senza avere alcun rientro ne in denaro ne tantomeno in qualsiasi altra forma di ricompensa che non sia la soddisfazione ed il piacere di farlo.

RADIO SAPIENZA COME ESEMPIO DI PASSIONE E INTRAPRENDENZA

Questi ragazzi hanno dato tanto alla Sapienza e alla città di Roma in generale, rappresentandola sempre in maniera irreprensibile ed esemplare ai vari Festival delle Radio Universitarie che si tengono ogni anno in una città diversa e suscitando l’ammirazione anche da parte di diversi network radiofonici di un certo livello.

La prossima settimana sarebbe dovuta cominciare una collaborazione con l’emittente radiofonica nazionale m2o, con un programma in onda ogni mattina dal lunedì al sabato alle 7.00 in diretta FM nazionale. Una vetrina di altissimo livello che la Sapienza Università di Roma purtroppo per lei perderà, e volete sapere il perchè?

Perchè tutto quello che avete letto fin ora non esiste più. Cancellato senza motivo da chi dall’alto detiene il potere e l’autorità necessaria e sufficiente a farlo.

Suvvia, lor Signori non si nascondano ora dietro la classica scusa “non ci sono fondi, la Gelmini ha fatto i tagli”. Siamo romani e a questo risponderemmo così “Ma de che?!?”.

Ebbene sì, perchè non solo Radio Sapienza è da sempre stata un esempio per tutti in quanto a professionalità, ma è stata anche la dimostrazione che si può fare radio a bassissimo costo. Basta volerlo.

INVESTIRE SUL PRESENTE PER CREARE I PROFESSIONISTI DI DOMANI

In questi anni infatti sono state usate attrezzature dismesse dalla RAI, perchè per loro ormai vetuste e inservibili. Per i ragazzi di Radio Sapienza sono diventate invece oro colato. Sarebbe bastata una semplice manutenzione periodica e la sostituzione di qualche strumentazione ormai andata per lasciare che questi ragazzi continuassero a fare bene e meglio il loro lavoro.

Pochi spiccioli, come dice anche Fiorello, che con un video pubblicato tramite Twitter è sceso in campo al fianco degli studenti della Sapienza. Pochi spiccioli che sicuramente non farebbero la differenza nel bilancio di nessun ente, per questo motivo nascondersi dietro ai tagli all’istruzione è sicuramente inopportuno.

Dato che l’investimento per il mantenimento del RadioLab della Sapienza è infatti molto contenuto in termini di spesa, sarebbe tranquillamente sostenibile dall’amministrazione della Sapienza stessa, e magari anche Rai e alcune ipotetiche partnership (ad esempio il Comune di Roma o la Provincia), potrebbero intervenire a salvare la passione ed il lavoro di decine e decine di studenti che hanno un solo desiderio, preparare il loro futuro, e per questo non chiedono nulla in cambio.

QUANDO LA PASSIONE SUPERA IL DESTINO

I ragazzi di Radio Sapienza, come sempre rispettosi dell’istituzione, si chiudono in un certo silenzio di rassegnazione e di malinconia. Per loro Radio Sapienza era più di una “scuola”, era una famiglia.

Loro hanno fatto l’impossibile per cercare di mandare avanti la loro amata radio fino all’ultimo, anche quando il destino gli si è rivoltato contro nelle modalità e nelle coincidenze simili a quelle di un complotto.

Dai problemi ai pc fino a quelli sempre più persistenti alla regia automatica e al guasto al commutatore. Successivamente l’eclatante episodio del subìto furto di un pc in circostanze misteriose, per giungere al tragico epilogo del guasto al server di streaming che nonostante le fatiche dei ragazzi della parte tecnica (nei limiti delle loro capacità tecniche) non si è riuscito a risolvere. Le trasmissioni sono andate comunque avanti in condizioni insostenibili, con sforzi e stress sovraumani, utilizzando un sistema messo appunto dall’incredibile ingegno di alcuni ragazzi. Negli ultimi mesi Radio Sapienza stava facendo web radio mandando in onda solo i programmi che adattati al sistema di messa in onda “artigianale” messo a punto avrebbero mantenuto la loro qualità nei limiti della decenza. In altre parole si stava facendo web radio con tecnologie e metodi della preistoria.

Nessuno si è mai interessato di salvare quell’importante laboratorio di radiofonia. Nessuno ha mai pensato a quanto fosse di vitale importanza e prestigio per tutta la Sapienza e la città di Roma. Eppure non solo qui si formano gli studenti della Sapienza ma anche quelli del master della RAI e ancora, decine e decine di studenti di Istituti Superiori romani e di allievi degli Istituti di Formazione della Polizia di Stato.

RADIO SAPIENZA NON E’ UN CAPRICCIO, E’ UNA RISORSA.

Il blog di Patrimonio Sapienza commenta così: “Il palinsesto della radio è in continua evoluzione e alcuni format sono davverto creativi. Il potenziale di ascolto è veramente elevato. A parte la community Sapienza oltre 140.000 paia di orecchie affamate di informazione, musica e intrettenimento, non bisogna dimenticare che Radio Sapienza può contare su diverse migliaia di desktop presenti negli uffici e soprattutto sulla rete wi.fi di ateneo che ha una estensione notevole. In media abbiamo 15.000 terminali wi-fi collegati ogni mese. Se si aggiunge la rete wi-fi della Provincia la copertura diventa importante.”

Della vicenda oltre a Fiorello si sono interessati anche Pino Scotto, la Repubblica, Libero, Excite, Ustation e decine e decine di blogger e siti di settore.

SEGUIAMO SEMPRE GLI AMERICANI, MA LORO HANNO LE RADIO UNIVERSITARIE IN FILODIFFUSIONE NEI CAMPUS, NOI LE CHIUDIAMO.

In un Paese come l’Italia, che noi riteniamo civile, è ineccepibile pensare che al posto di fare promozione e potenziare le strutture di un media così importante come è una radio universitaria, la si chiuda.

Ineccepibile. Così come lo è anche che la Sapienza, che dal suo canto si vanta di essere il più grande ateneo d’Europa ed uno dei migliori in Italia e nel mondo, non sia in grado di mantenersi una radio, anzi, affossa quella già debilitata che ha. Notevole controsenso. Per fortuna ci sono altre università italiane che sanno apprezzare. Le loro radio sono funzionali, linde e pinte. Dobbiamo pensare che la Sapienza sia qualcosa di ormai superato e tecnologicamente vecchio? Questa è l’idea che si sta dando all’esterno. I ragazzi della Sapienza purtroppo hanno avuto la sfortuna di trovarsi in un ambiente che evidentemente non sa apprezzarli, anzi, gli è ostile.

Cosa ne sarà di Radio Sapienza? Resterà solo una bella storia da tramandare ai nipotini? Resterà il sogno interrotto di chi le dava voce? Chissà, nessuno può dirlo, e chi invece può fare qualcosa di concreto non lo fa, o peggio ancora tace. Nel frattempo quei ragazzi che per quella radio tanto hanno disperato, gioito e pianto e tanto ne sono andati fieri, al punto di considerarla una seconda casa, restano con gli occhi pieni di speranza, aspettando che la luce rossa dell’ON AIR torni accesa.

Mirko Carnevale

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto