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25 settembre 2011

Gli astronauti della missione STS-134 si sono trovati all’Università di Perugia per raccontare la loro esperienza

Sono stati tantissimi i giovani ed i curiosi che hanno gremito l’aula magna dell’università di Perugia per accogliere ed ascoltare gli astronauti della missione STS-134, l’ultimo volo dello shuttle Endeavour; ad accompagnare Roberto Vittori, Gregory Harold Johnson e Andrew Jay Feustel è stato il professore Roberto Battiston, responsabile nazionale del progetto AMS.

I tre astronauti hanno raccontato la loro esperienza, la vita e il lavoro sulla stazione spaziale internazionale, gli oneri e gli onori di un astronauta. Grande la curiosità e il calore da parte del pubblico, che ne ha dato prova con le tante domande e l’ansia di ottenere un autografo o una foto ricordo.

L’agenzia spaziale europea, ESA, e l’agenzia spaziale italiana, ASI hanno organizzato congiuntamente l’iniziativa con la collaborazione locale del Perugia Science Fest. L’evento s’inserisce all’interno del tour europeo dell’equipaggio della missione STS-134.

La missione STS-134 ha avuto come obiettivo principale l’installazione dell’esperimento AMS-02 sulla Stazione Spaziale Internazionale: il 19 maggio AMS-02 è stato collegato alla ISS dove rimarrà stabilmente per tutto il suo periodo di vita, almeno dieci anni. Si è trattato dell’ultimo volo dello Shuttle Endeavour, partito da Cape Canaveral lo scorso 16 maggio e rientrato il 1° giugno.

Ad accogliere e dare il benvenuto ai tre astronauti sono stati il rettore Francesco Bistoni, il professor Gianni Bidini, preside della Facoltà d’Ingegneria, il vice sindaco di Perugia, Nilo Arcudi, che ha dato il benvenuto ufficiale della città, il direttore della Sezione di Perugia dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dottor Pasquale Lubrano e la professoressa Bruna Bertucci, responsabile dell’unità di ricerca di Perugia.

Il rettore Bistoni ha evidenziato come l’esperimento Ams sia frutto di una collaborazione scientifica che ha coinvolto Perugia e Terni smentendo tutti coloro che sostengono che esiste una separatezza fra le due sedi. Rappresentano invece un’eccellenza, un unicum dove ognuno offre le sue peculiarità, fatte di insegnamento e di ricerca; per un’ Università di Perugia che, da oltre 700, anni gode di un prestigio nazionale ed internazionale. L’esperienza dei laboratori guidati dal professor Battiston, grazie all’attività di tutti i suoi collaboratori, testimonia il fatto che non è necessario avere tanti corsi di laurea quanto avere strutture in rete che lavorano in sinergia nel territorio mettendo a frutto, in termini scientifici e di innovazione, le migliori intelligenze presenti nel territorio stesso.

Pietro Marzocca

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