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16 settembre 2011

Gli studenti dell’Unipd metteranno ai voti i loro docenti

Il Senato accademico dell’Università di Padova ha approvato la delibera sulla valutazioni degli studenti per i loro insegnanti. Una proposta avanzata mesi fa dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, una pagella in cui i professori saranno valutati non solo dai dirigenti ma anche dagli stessi discenti.

Qualità delle lezioni, puntualità del docente, disponibilità nelle ore di ricevimento e concessione delle tesi saranno i valori chiave a cui assegnare dei punti al corpo insegnante dell’Università di Padova.

Già da anni nel sito dell’Ateneo era possibile esprimere un giudizio sugli insegnanti, adesso, con la delibera approvata, il voto che riceveranno sarà decisivo per il futuro all’interno dell’Università.

«Si propone l’adozione di meccanismi premiali e sanzionatori – è una parte del testo della delibera – che in presenza di ripetute valutazioni negative al docente non vengano rinnovati gli incarichi di affidamento e possa non essere corrisposta la retribuzione, anche se spettante.

Nel caso di docente interno si prevede che possa essere proposto per un diverso impegno didattico e non sia comunque rilasciato il nullaosta per incarichi esterni di didattica o ricerca. Parimenti, la presenza di persistenti valutazioni positive costituirà titolo preferenziale nelle graduatorie per l’assegnazione di incarichi retribuiti all’interno e all’esterno della Facoltà.

Infine le valutazioni positive della didattica saranno un parametro da tenere presente nelle future attribuzioni dei budget per la docenza»

Ad essere contenti di questa decisione è L’Unione degli Universitari di Padova la quale ha fatto sapere :

« E’ una conquista che avvicina il nostro Ateneo ai modelli internazionali, ma soprattutto consente a tutti gli studenti di sentirsi parte di un processo valutativo volto a garantire una didattica sempre migliore e sempre più partecipata ».

A risponde sono gli stessi docenti che un domani saranno messi ai voti dai loro studenti :

«Prima di tutto bisogna vedere cosa disporranno i decreti attuativi – informa il prorettore Guido Scutariche non ci sono ancora, e poi il tema va studiato bene, perché è molto delicato, anche da un punto di vista legale. Come fai a negare lo stipendio a un docente? Nutro qualche riserva sul progetto, anche perchè non è facile avere la garanzia dell’obiettività dei giudizi».

Il preside di Scienze Politiche Gianni Riccamboni sostiene che quello dei voti è un processo delicato, in vigore tra due anni e una novità che comporterà un salto psicologico di adattamento :

«Se vogliamo che venga presa seriamente dagli studenti non dev’essere sottoposta ad altre sperimentazioni ma deve entrare a regime. Per iniziare, va stabilita la soglia di partecipazione idonea a garantire risultati affidabili».

Danilo Ruberto

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