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30 settembre 2011

IgNobel 2011: premiate ad Harvard le ricerche più stupide

IgNobel, un termine strettamente assonante con la parola “ignobile”, questo è il nome del premio che da 21 anni a questa parte viene assegnato, pochi giorni prima dei Nobel, agli autori delle ricerche più stupide e divertenti, ma che nello stesso tempo stimolano la riflessione.

Il premio, una sorta di “anti-Nobel”, oltre ad essere un simpatico almanacco di strani studi e scoperte è soprattutto lo specchio di quella realtà scientifica fatta di ricerche apparentemente inutili e superflue, che pur impegnano notevoli risorse economiche e tengono impegnate per anni menti eccezionalmente brillanti, che in alcuni casi arrivano dopo qualche anno anche a conquistare il premio Nobel vero e proprio.

Uno di questi è il fisico Andre Geim, inisgnito nel 2010 del Nobel per la fisica per i suoi studi sul grafene. Nel 2000 uno studio durante il quale fece levitare una rana gli era valso l’anti-Nobel.

La commissione di esperti che attribuisce il premio è composta da vincitori del premio Nobel, quello vero, e come ogni anno anche stavolta hanno saputo selezionare ricerche e gesta che hanno dell’incredibile.

Una ricerca fuori dal comune è stata sicuramente quella di Darryl Gwynne dell’Università di Mississauga che nel 1983 compì uno studio su uno scarabeo australiano che aveva il “vizietto” di accoppiarsi con una particolare bottiglia di birra locale, arrivando per fino a morire bruciato pur di non lasciare l’amata bottiglia. L’esilarante e femminista conclusione fu che: “Queste cose non accadono alle femmine. Sono sempre i maschi a commettere errori”.

L’ IgNobel per la Medicina è andato a un team di ricercatori della Brown University guidati dal neurologo Peter Snyder. Il loro studio afferma che: “La nostra capacità di prendere decisioni è alterata da un bisogno impellente di andare al gabinetto.”

A portare a casa l’IgNobel per la pace è stato Arturas Zuokas, sindaco di Vilnius, al quale è stata riconosciuta l’efficacia del suo intervento con un carro armato ai danni di una Mercedes parcheggiata su una pista ciclabile.

Tra studi sugli sbadigli, sui sospiri e catastrofiche e fallimentari profezie matematiche sulla fine del mondo il palcoscenico di Harvard non finisce mai di stupire. Secondo gli organizzatori è una vera e propria impresa scegliere a chi destinare i premi. Ogni anno, infatti, sono tantissime le ricerche strambe che vengono candidate.

E a sorpresa stavolta tra i vari candidati c’era anche il comunicato stampa del ministro Gelmini sul tunnel Ginevra-Gran Sasso, che però non è stato neanche preso in considerazione.

Mirko Carnevale

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