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16 settembre 2011

Il mare ci fornisce una medicina per il cancro ovarico!

La cura del tumore viene dal mare: è il caso di un farmaco, la trabectidina, derivato da un organismo marino, la ectenascidia turbinata, a metà fra una spugna e un corallo e risultato efficace sul cancro dei tessuti molli e su quello ovarico, i cui risultati sono stati presentati al Congresso della Società Europea di Ginecologia che si è chiuso in questi giorni a Milano.

Questo principio attivo, prodotto dalla spagnola PharmaMar, un’azienda biotecnologica che sviluppa farmaci antitumorali esclusivamente da organismi marini, è stato autorizzato dall’ Agenzia europea del farmaco (Ema) e da quella italiana (Aifa) perchè è stata dimostrata la sua efficacia sul cancro dei tessuti molli e sul cancro ovarico. Ma all’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Umberto Veronesi si sta conducendo uno studio esplorativo per verificarne i risultati positivi anche per il carcinoma del pancreas (coordinatore Maurizio D’Incalzi).

Attualmente sono in corso anche sperimentazioni cliniche a livello europeo di questo farmaco sul tumore al seno e, in fase 2, sui tumori pediatrici. Ma per il momento le novità più importanti vengono dal trattamento di seconda linea del cancro ovarico ricorrente. Si è visto, infatti, che nelle pazienti trattate in prima linea con doxorubicina pegilata liposomiale (Dlp), il successivo trattamento con trabectidina più Dlp aumenta la sopravvivenza di 6 mesi, migliorando sensibilmente la qualità della vita.

Un secondo studio, coordinato da Nicoletta Colombo dell’Ieo e condotto su pazienti con parziale sensibilità al platino (cosa che provoca una recidiva dopo 6-12 mesi), ha dimostrato che lo stesso trattamento di seconda linea seguito da trattamento con platino ha allungato la sopravvivenza globale di 9 mesi rispetto al Dlp in monoterapia, dati che si traducono in una riduzione del rischio di morte del 42%. Questo suggerisce che la terapia di seconda linea con trabectidina e Dlp è in grado di ristabilire in queste pazienti la sensibilità al platino. All’Ieo è ora in corso uno studio per mettere a confronto le due terapie trabectidina con Pld e platino con Pld.

Il cancro all’ovaio è dovuto alla proliferazione incontrollata delle cellule dell’organo, il più delle volte a partenza dalle cellule epiteliali (ovvero non da quelle che producono gli ovuli). Anche le cellule germinali possono però essere all’origine di una forma tumorale. In Italia il tumore dell’ovaio colpisce circa 4.000 donne ogni anno ed è al nono posto tra le forme tumorali, e costituisce il 2,9% di tutte le diagnosi di tumore.

I sarcomi dei tessuti molli nell’adulto sono forme tumorali che compaiono quando le cellule maligne si formano all’interno di un tessuto molle dell’organismo, indipendentemente dalla sede. I sarcomi dei tessuti molli sono comunque tumori piuttosto rari. Pur costituendo meno dell’1% di tutti i tumori maligni, sono però causa di circa il 2% delle morti per tumore.

Quando si parla di nuove cure per i tumori bisogni sempre stare molto attenti. Ciò non toglie che se davvero un organismo marino, producendo determinate sostanze, potrebbe aiutare seriamente e costantemente molti malati di tumore, beh, non ci rimane che ringraziare il mare, che tra i suoi tesori nascosti, ne ha tirato fuori uno per aiutare l’uomo!

Giampaolo Felli

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