• Google+
  • Commenta
28 settembre 2011

Il sogno rumeno dell’aspirante medico italiano

Si dice che sia da lì che tanti partono per occupare l’Italia, sottrarre il lavoro –e pure il portafoglio- a noi bravi e stakanovisti italiani, ma di recente la Romania -culla di immigrazione e criminalità- aggiunge ghiotte prospettive per il giovane italiano aspirante medico- lui sì instancabile studente e lavoratore-.

E per saltare l’ostacolo test di ingresso– che per essere superato necessiterebbe solo di studio-, c’è chi è disposto a lasciare il Bel Paese e a trasferirsi in Romania per i lunghi sei anni di studi.
Trovare informazioni per una futura iscrizione è facile. E l’iter per accedere agli atenei rumeni sembra una favola che fa volare lontano dalle contorte pratiche burocratiche vanto di tante facoltà pubbliche italiane-vedi La Sapienza di Roma, il mostro burocratico per antonomasia-.

Prolificano su blog e social network curiosità,domande, richieste su questo nuovo flusso migratorio verso la Romania. Su Facebook si trova il supporto di gruppi: “Studiare medicina in Romania”, “Laurea medicina in Romania” ,“Medicina Romania”. Si aprono anche buffe faide : il fondatore del gruppo “Smentiamo che le lauree in odontoiatria sono comparate” , -Descrizione :qui c’è gente seria che da settembre fino a luglio lavora per perfezionare la lingua rumena, seguire i corsi e studiare per gli esami, per tornare a casa solo e soltanto nelle festività- dichiara a caratteri maiuscoli che “Tutto ciò che si dice alla tv,sono una miriade di idiozie, provateci a venire in Romania. Qui si fa quello che in Italia non si fa..tanta pratica, tanti laboratori” .

Un certo Renato depone i suoi auguri sulla bacheca del gruppo : « Spero che lo Stato italiano e tutta l’Unione Europea non vi faccia mai nemmeno sfiorare una persona con un qualsivoglia arnese da medico » . E alla preoccupata domanda di Vincenzina « ma veramente in italia non e’ riconosciuta la laurea in odontoiatria? »

Roberto risponde «speriamo» . Un altro Laureato in medicina e chirurgia in Italia scrive « ora dico io, ti laurei in Romania…resta lì!!!perchè poi…odontotecnici e pseudo laureati venite a far danni..e me ne son capitati diversi..poi continua a chiederti come mai non riuscite a passare i test..magari una spiegazione la trovate » .

Senza entrare nel merito della qualità dell’insegnamento in Romania, seguiamo l’iter proposto dalle numerose Agenzie sul web, pronte a seguire l’aspirante medico in trasferta in tutte le pratiche burocratiche dall’iscrizione al piano di studi fino alla consulenza tesi presso le Università rumene. In grassetto e ben sottolineata risalta la scritta ” Attenzione a chi promette facili carriere e garantisce la laura già nel cassetto” , sotto c ’è il numero Verde dell’agenzia, lo chiamo.

Mi risponde uno dei responsabili dell’agenzia Service RO-SPA, garantendomi da subito che con loro realizzerò quel sogno nel cassetto di iscrivermi a medicina. Mi dice che c’è un test da superare anche in Romania. Quando preoccupata gli chiedo di cosa si tratti mi risponde “No, ma non è difficile”. Mi spiega che la Romania fino all’anno scorso si sentiva di serie b per il fatto che gli italiani si iscrivessero ai loro atenei solo dopo non essere riusciti a superare il test di ammissione in Italia. Allora anche la Romania (nello specifico la Facoltà di Medicina di Arad)ha istituito un test di lingua il 28 luglio (prima dei test italiani) per garantirsi già un buon numero di studenti italiani. Il test rumeno non esclude la possibilità di iscriversi al test italiano. Dove sia il modo di sentirsi meno di serie b, lui non sa spiegarmelo.

Il signor RO-SPA-lo chiameremo così- mi spiega che da gennaio le pratiche possono essere avviate, ma se voglio stare più tranquilla posso avviarle già da ora. Con l’iscrizione mi trovano anche l’alloggio-“che non è nemmeno caro, con 300 euro in due persone me la cavo”, mi dice-. I posti per gli studenti italiani sono circa duecento, e gli iscritti alla Facoltà di medicina di Arad in Transilvania sono attualmente ottocento. Un numero di “emigrati” alto se si pensa che secondo il rapporto annuale 2009 2010 di Lifelong Learning Programme -che si interessa degli scambi Erasmus, Leonardo ecc-, il numero di studenti che ha scelto la Romania come meta Erasmus è di 123, con un calo del 6,8% rispetto all’anno precedente.

Il Signor RO-SPA mi parla di costi.
“Le tasse universitarie in qualsiasi ateneo rumeno sono di circa 3200 euro all’anno divisibile in quattro rate. Il costo dell’agenzia RO-SPA è più o meno lo stesso, 3000 euro”.
Gli chiedo se i titoli professionali conseguiti in un Paese comunitario sono riconosciuti in Italia? Mi garantisce di sì.

In effetti il Ministero della Salute stabilisce che “chi intende svolgere stabilmente la professione sanitaria in Italia, può presentare domanda per il riconoscimento del titolo ai fini dell’esercizio del diritto di stabilimento” . Per quanto riguarda le domande di riconoscimento accademico di titoli relativi all’area sanitaria, si richiama l’attenzione sul disposto dell’articolo 50, comma 8, del Decreto del Presidente della Repubblica. n.394 del 31.8.1999. Il citato comma prevede quanto segue: “La dichiarazione di equipollenza dei titoli accademici nelle discipline sanitarie, conseguiti all’estero, nonché l’ammissione ai corrispondenti esami di diploma, di laurea o di abilitazione, con dispensa totale o parziale degli esami di profitto, sono disposte previo accertamento del rispetto delle quote previste per ciascuna professione dall’art.3, comma 4, del testo unico, a tal fine deve essere acquisito il preventivo parere del Ministero della Salute, il parere negativo non consente l’iscrizione agli albi professionali o agli elenchi speciali per l’esercizio delle relative professioni sul territorio nazionale e dei Paesi dell’Unione Europea” .
(maggiori informazioni http://www.esteri.it/MAE/IT/Politica_Estera/Cultura/Universita/Riconoscimento_titoli_studio/ e http://www.salute.gov.it/professioniSanitarie/paginaInterna.jsp?id=101&menu=riconoscimento ).

Quindi il riconoscimento della laurea “estera” è solo questione di pratiche burocratiche , modelli e allegati, e nessuna verifica della preparazione ;come riportato sul sito Ministero della Salute “la procedura di riconoscimento consiste in una verifica di regolarità della documentazione presentata”. Stessa storia per la partecipazione a concorsi.

Benedetta Michelangeli

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy