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16 settembre 2011

Le aule dell’Università dovrebbero essere tutte gialle!

Sfruttare le potenzialità dei colori negli uffici migliora le prestazioni e riduce l’assenteismo del 30%. Tale dato emerge da una ricerca condotta da Cromoambiente, team di professionisti specializzati nella divulgazione del corretto uso del colore in architettura.

Ciascun individuo avverte il bisogno continuo e crescente di esprimere il suo mondo interno e di rappresentarlo per mettersi in relazione con gli altri; questi bisogni si esprimono e si rendono visibili attraverso una serie di segnali intenzionali e non; tra quelli verbali e non verbali sono presenti, certamente, quelli relativi al colore.

Sicuramente è cresciuto lo sviluppo delle percezioni che, originate da uno stimolo, sviluppano percezioni di altri sensi; un ritmo si percepisce come colore, una sequenza di colori si percepisce come ritmo o spazio.

L’adesione estetica verso un oggetto, un ambiente, si sta progressivamente evolvendo verso una maggiore integrazione tra dimensione estetica e dimensione funzionale, in relazione ai bisogni di sicurezza che i singoli individui e gruppi sociali esprimono.

L’esperienza del quotidiano indica la casualità della scelta degli abiti, in quanto essi consentono di affermere agli altri la propria presenza nel mondo; sentirsi a proprio agio, nei propri panni è una metafora che indica l’estensione psicologica che l’abbigliamento rappresenta rispetto alla prorpia pelle; l’abbigliamento “come pelle relazionale”, costituisce il contenitore delvisibile nostro interno.

Ogni individuo ricerca un continuo equilibrio tra istanze contrapposte rappresentate, da una parte, dal bisogno di individuazione, di riconoscersi come unico rispetto agli altri e dall’altra, dal bisogno di sentirsi parte di una comunità sociale; l’espressione verbale di questa polarità è data dalla declinazione linguistica di “io” e “noi”, mentre l’espressione visiva è data dai modi spaziali e cromatici in cui viviamo.

Lo studio ha preso in esame un campione di 500 lavoratori. I lavori faticosi, soprattutto quelli manuali o di fabbrica, richiedono l’arancione, l’indaco azzurro stimola invece il decisionismo ed è adatto alle sale riunioni, il rosso provoca troppo la competizione ed è adatto giusto per vedere come le persone si comportano con i loro colleghi di lavoro, il giallo invece aiuta la concentrazione.

Ed è proprio il giallo che in teoria si dovrebbe usare per ridipingere tutte le mura delle Università e dei Licei italiani. Sarebbe bizzarro, è vero, sentir spiegare un Professore universitario “contornato di giallo”, ma se questo davvero potrebbe aiutare la concentrazione, la riflessione, e la capacità di apprendimento degli studenti…perchè no?

Sarebbe bizzarro poi, entrare nelle fabbriche della Fiat e in tante altre aziende italiane, e vedere tutte le pareti di color arancione, ma se ciò aiuta anche soltanto minimamente a sopportare meglio lavori faticosi come quelli dei macchinisti o dei magazzinieri…perchè no?

Quindi cari studenti, se tra di voi ci fosse già qualcuno che ha la fortuna di essere mamma o papà, e dovete ridipingere la cameretta del vostro bambino, non esitate nemmeno un attimo: il colore da scegliere è il giallo! Allegro, simpatico, luminoso e…pieno di concentrazione!

Giampaolo Felli

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