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22 settembre 2011

Migliorare le abilità cognitive e il recupero post-ictus con l’elettrostimolazione

Praticare una lieve stimolazione elettrica del cervello per migliorare il recupero delle abilità motorie nei pazienti colpiti da ictus. Ha dell’incredibile la scoperta fatta dai ricercatori della University of Oxford che dai loro studi hanno ottenuto risultati del tutto in aspettati. Uno di questi è che l’applicazione di tale stimolazione in soggetti sani porterebbe ad un aumento delle capacità cognitive, una sorta di “doping” cerebrale.

Lo studio, pubblicato sull’importante rivista scientifica Science, ha riguardato la trasformazione della struttura del cervello quando viene stimolata dall’elettricità, in pazienti con danni neurologici e in soggetti sani.

“Questo perché l’applicazione di una bassa corrente a parti specifiche del cervello – afferma lo studio – può aumentare l’attività dell’organo. Una nuova doppia speranza per il trattamento dei danni da ictus: la tecnica potrebbe infatti essere utilizzata in parallelo per le cure fisioterapiche e per migliorare i risultati complessivi del recupero psico-motorio.

“Un aumento dell’attività delle cellule cerebrali – spiega Heidi Johansen-Berg, autrice dello studio – rende i pazienti più sensibili ai cambiamenti che si verificano durante l’apprendimento”.

In questi anni i ricercatori hanno condotto numerose ricerche sul modo in cui la struttura del cervello cambia in età adulta e in particolare su quali cambiamenti si verificano dopo un ictus. Per lo svolgimento dello studio è stata utilizzata una particolare strumentazione chiamata risonanza magnetica funzionale. Uno dei risultati più importanti valutati dallo strumento è che il cervello è molto flessibile e si può ristrutturare, ovvero è possibile incentivare la crescita di nuove connessioni e riassegnare compiti ad aree diverse, anche quando si è verificato un danno.

La speranza è che questo metodo possa essere applicato anche ad altre parti del cervello per migliorare, ad esempio, l’apprendimento educativo. La relativa semplicità e il basso costo della tecnologia, unite ad ulteriori ricerche e approfondimenti, potrebbero portare in un futuro non troppo lontano alla progettazione di una apparecchiatura automatizzata per la messa in atto di questa tecnica anche in ambito domestico.

Mirko Carnevale

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