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21 settembre 2011

Parlare più lingue salva il cervello

La cultura prima o poi paga sempre!

Questa affermazione – che deve essere presa in tutta la sua accezione positiva – è stata suffragata anche da studi di carattere scientifico.

Avere la conoscenza di diverse lingue straniere, aiuta a prevenire il sorgere di malattie come ad esempio l’Alzheimer.

Questa scoperta alquanto bizzarra, ma piena di veridicità nel suo contenuto, è stata portata avanti da uno studio effettuato nel 2008 all’università degli studi di Tel Aviv e precisamente da Gitit Kavè dello Herczeg Institute on Aging e pubblicato sulla rivista “Psycology and Aging“.

Si ritiene infatti che la possibilità che viene offerta all’uomo – il più temerario o il più curioso, a voi la scelta – di imparare più lingue rispetto a quella madre, non fa altro che prevenire il sorgere di eventuali malattie generative.

Perchè accade tutto questo? La risposta è semplice ma non banale.

Il cervello umano in questo modo è in continuo allenamento; continua ad essere in moto anche in età “adulte” o prossime “alla terza età” (si parla infatti di persone di circa 75 anni ed oltre) e mantiene alte le capacità cognitive del soggetto.

Questo è uno studio che, anche negli altri Paesi, ha avuto grande respiro e risonanza ed è stato ampliato nella sua portata.

Una decisa conferma, l’ultima in ordine di tempo (anno 2011) arriva su uno studio a campione – “effettuato” su oltre 200 settantenni ed arriva dalla ricercatrice lussemburghese Magali Perquin.

La ricerca è stata presentata al congresso dell’American Accademy of Neurology secondo il quale, padroneggiare almeno 3 lingue avrebbe un effetto positivo e protettivo della memoria.

Ma qui, il detto latino, “melius abundare quam deficere” credo calzi a pennello!

Anche in Italia, tale ricerca, è stata analizzata sotto un aspetto sociologico dal prof Andrea Moro – ordinario di linguistica generale – all’università degli studi di Pavia il quale afferma: “La prospettiva è allettante. La fondatezza dello studio dimostra come la conoscenza delle lingue straniere possa essere un toccasana per i soggetti interessati ad apprendere.
Certo ci sono alcune lingue – come il cinese, il russo e molte altre ancora – che soprattutto nel nostro Paese stentano ad essere conosciute.
L’importante però è che un numero sempre maggiore di persone possa far tesoro di questa ricerca; perchè ed è cosa dimostrata, che oltre ad effetti benefici se proiettati alla salute, la conoscenza di più lingue aiuta le persone ad essere più socievoli.

Si stima infatti che oltre a questo, i bambini anche di età inferiore a 10 anni, una volta che acquisiscono la conoscenza di più idiomi e lingue, reagiscono con meno ansie e timori agli episodi di tutti i giorni, imparando già dalla giovane età ad avere un controllo più mirato delle rispettive personalità“.

Marco Cristofaro

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