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6 settembre 2011

Sapienza di Roma, espulsi due studenti con cellulare

Giorno 5 settembre all’Università La Sapienza di Roma due partecipanti al test d’ingresso per la facoltà di Medicina sono stati espulsi per essere stati trovati con un cellulare ciascuno in mano. I due studenti sono stati espulsi ed allontanati dalle aule. Episodio che ricorda il caso dell’Università di Bari del 2007, dove quest’anno per fornire regolarità e trasparenza durante i test è stato creato un isolamento telematico nelle aule dell’ateneo, oltre un metaldetector che controllava ogni singolo studente.

Commenta così Eugenio Gaudio, preside della facoltà di Medicina dell’Università La Sapienza :

«Ci sono state delle irregolarità durante lo svolgimento dei test d’ingresso. Un paio di ragazzi sono stati sorpresi con il cellulare in mano e sono stati allontanati».

7.600 i candidati che hanno fatto richiesta di svolgere i test di ammissione, con l’assenteismo pari all’8 % che il preside definisce un’assenza fisiologica.

Due ore a disposizione per i candidati che sono stati smistati in 82 aule. 908 posti disponibili nella facoltà Medicina e Chirurgia e 63 per Odontoiatria. Supereranno il test un candidato su 8.

Alcuni studenti appartenti alla sigla Link-coordinamento universitario hanno fatto scendere dal colonnato d’ingresso degli striscioni per protestare contro il numero chiuso delle facoltà. I ragazzi, vestiti con un lenzuolo bianco, come i fantasmi del celebre film “Ghostbusters” del 1984 di Ivan Reitman, hanno distribuito un volantino con queste informazioni :

«Decine di migliaia di studenti rischiano di essere fantasmi rifiutati dal numero chiuso e da un sistema che pretende di selezionare il merito con poche domande a crocetta».

Non è mancata la risposta alla protesta da parte del rettore dell’università La Sapienza Luigi Frati che ha commentato così la vicenda ai cronisti :

«Il numero chiuso è lo strumento migliore. Se da noi entrassero sette mila matricole non saprei dove metterle. Mi servirebbe il foro Boario.

L’unico paese senza numero chiuso al primo anno è la Francia con costi sociali infiniti tant’è che vogliono tornare indietro. C’è da dire che molti studenti che partecipano ai test ci provano. Non è che sono motivati più di tanto. Uno studente bravo e motivato – ha aggiunto – in genere non un anno ma l’anno dopo riesce ad entrare. Altre università private adottano il sistema del colloquio. L’accusa che poi verrebbe fatta: fate entrare chi vi pare».

Danilo Ruberto

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