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28 settembre 2011

Scuola Superiore Sant’Anna

Non sono “cervelli in fuga”, ma soltanto “in partenza” per gli Stati Uniti dove soggiorneranno per circa nove mesi svolgendo attività di studio e di ricerca in prestigiose università, prima di rientrare in Italia e ritornare alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa: Giuseppe Turchetti, professore associato all’Istituto di Management, e Christian Cipriani, ricercatore all’Istituto di BioRobotica hanno appena vinto due borse “Fulbright Scholars”, assegnate nell’ambito del “Programma Fulbright”. Ma se ottenere un riconoscimento nell’ambito di questo progetto internazionale, assai competitivo e riservato a studiosi che partecipano a progetti di particolare rilevanza, costituisce l’ennesima conferma della vitalità della ricerca alla Scuola Superiore Sant’Anna, l’altro dato da sottolineare è come, su dieci borse riservate all’Italia per “Fulbright Scholars”, due siano andate a ricercatori della Scuola.

Il “Programma Fulbright”, voluto dal senatore americano J. William Fulbright nel 1946, è gestito in Italia dalla Commissione per gli Scambi Culturali fra l’Italia e gli Stati Uniti (“The US-Italy Fulbright Commission”). Tra gli “Scholars” italiani più noti figurano nomi come Carlo Rubbia, Margherita Hack, Giuliano Amato, Umberto Eco, Giovanni Sartori, Stefano Rodotà, Antonio e Sabino Cassese, soltanto per citare alcuni nomi, a cui si aggiungono da oggi Turchetti e Cipriani.

Il progetto che Giuseppe Turchetti svilupperà alla Northwestern University di Chicago si concentra sui trade-offs (costi / opportunità) dei sistemi sanitari americani e italiani “riletti” alla luce di parole chiave come innovazione, valore, sostenibilità ed equità. L’obiettivo è comprendere come l’innovazione tecnologica in sanità sia promossa, valutata e gestita con riferimento agli Stati Uniti e all’Italia. Alla University of Colorado – Denver, Christian Cipriani continuerà a lavorare sullo sviluppo di una protesi di arto superiore. Nello specifico si occuperà della “valutazione dell’efficacia del feedback sensoriale e del controllo mioelettrico parallelo su mani ad elevata destrezza”, compiendo quindi un altro passo per arrivare a protesi di arto ad elevata tecnologia.

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