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14 settembre 2011

Unical: record di iscrizioni!

Cresce a dismisura il numero delle iscrizioni all’Università della Calabria che quest’anno raggiunge un vero e proprio record. E’ aumentato non solo il numero delle visite al Centro di Orientamento “Beniamino Andreatta” ma le singole facoltà hanno realizzato un sensibile aumento di iscritti che fa ben sperare per il futuro dell’Ateneo.

L’annoso problema della disoccupazione evidentemente non impedisce di continuare a sperare in ciò che tutti crediamo, che la cultura e la meritocrazia abbiano un valore, nel fatto che sulle risorse che esistono sia necessario fare degli investimenti. Anche e soprattutto in Calabria.
Tutti hanno in mente l’idea della profonda crisi economica che il Paese vive ma l’odore del cambiamento imminente e del cambiamento politico che probabilmente seguirà – come, almeno, si spera – spingono i giovani a continuare a pianificare qualcosa di più, evitando di arenarsi nel pessimismo che dilaga e seguitando a rincorrere i propri sogni, come sempre è stato, e sempre sarà.

E’ orribile il senso di sconforto che si prova osservando una generazione diventare vittima di quella che l’ha preceduta, e rischiare di soccombere. E’ un rischio dilagante in tutta Italia, ma osservando gli ultimi barlumi d’onesta, quelli che rinascono ogni volta che qualcuno riesce a voltarsi indietro e a dire che ne è valsa la pena, si può dire che forse saremo in grado di esprimere qualcosa di serio anche a livello politico. Quando un domani l’intero Paese ne troverà la possibilità. Il boom delle iscrizioni probabilmente porterà per il momento solo ad un aumento del numero di individui coscienti della situazione e impotenti rispetto alla stessa. Ma la questione rimane e aperta, e non è possibile portarla allo spasmo più di così. L’analisi più corretta del fenomeno è evidentemente questa. E gli sbocchi possibili sono probabilmente due – il collasso o la ripresa – e, se tutto va bene , si verificheranno in contemporanea.

Fino a che non ci sarà un interessamento del Governo Centrale, a partire dal Ministero degli Interni la situazione non si risolverà in maniera naturale certamente, non è così nel resto d’Europa. Ma l’Università ha bisogno di continuare perché è importante il riverbero culturale delle scelte che facciamo tutti i giorni. Dell’Università facciamo parte, Studenti, Docenti, Personale non docente. Abbiamo diritto di lavorare e di riprendere il nostro lavoro. L’Economia sta andando a sbattere contro muri che non abbiamo costruito ma che dobbiamo abbattere prima che crolli il Diritto di Studio. In questo Paese perlomeno. Visto che altrove l’intero Sistema Scolastico sta in una botte di ferro, e non c’è ragione di registrare sconfitte o vittorie ad ogni inizio d’anno, perché la gente, a livello Universitario, ha di meglio di fare. Attualmente, inutile dirlo, strangers do it better.

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