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30 settembre 2011

UniPa: A Roma ci sono anche gli Studenti del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria di Palermo

Hanno lasciato la loro città per partecipare ad una manifestazione. I ragazzi della loro età si recano a Roma per le vacanze, per un weekend nella città eterna… Loro no. Hanno ben altro a cui pensare: il loro futuro… e non è roba da poco. Selene, Nino, Rossella… Sono solo alcuni dei ragazzi della
delegazione di Palermo che incontriamo all’aeroporto.

Li riconosciamo dai cartelloni colorati che custodiscono diligentemente insieme a tracolle e zainetti. Sono giovanissimi, solo un paio di loro hanno poco più di 20 anni, tutti fanno i conti con un futuro che non hanno. Rossella spiega: “Ho 22 anni e sto inseguendo il mio sogno; quello di diventare insegnante di scuola primaria.

Dopo 3 anni di sacrifici, soldi spesi, gastrite e chi più ne ha più ne metta, mi trovo davanti ad un muro. Non mi viene permesso di entrare in graduatoria e quindi, l’unica speranza di diventare precaria viene cancellata!”. Dinanzi alla nostra incredulità, incalza: “Si, avete sentito bene! Ho detto proprio precaria perché questa era la mia speranza! Volevo solo avere una posizione in graduatoria per poter sperare di diventare precaria! Adesso, invece, mi trovo ad affrontare il mio ultimo anno all’università senza nessuna prospettiva se non quella della disoccupazione a vita… Dove posso trovare la motivazione per affrontare il mio quarto anno come si deve? Dovrei ammazzarmi di studio per niente? Tutti i sacrifici che ho fatto e che continuerò a fare mi verranno mai ripagati?”.

Insieme ad alcuni colleghi, ci illustra la assurda e paradossale situazione, vissuta da migliaia di ragazzi italiani: “Immatricolata in Scienze della formazione Primaria nell’anno 2008/2009, con lo stesso piano di studi degli immatricolati prima di me, mi trovo fuori da ogni possibilità di futuro, mentre un’amica immatricolata nell’anno 2007/2008 e laureata a giugno, perfettamente in regola con i 4 anni, è stata convocata per un anno di supplenza! Sono contenta per lei, ma non posso non pensare che io questa possibilità non l’avrò!! Cosa ho in meno di lei?? Cosa ho in meno di tutti
coloro che si sono immatricolati prima di me? La risposta è: NIENTE, sono solo sfortunata perché sono più piccola!”.

Anche noi ci chiediamo: è giusto essere privati del diritto di sperare (perchè questo chiedono questi giovani cittadini) perchè più piccoli o perchè immatricolati nell’anno sbagliato? Quasi in coro tutti ci rassicurano: “Non ci rassegnamo e lotteremo per far valere i nostri diritti e per far avverare i nostri sogni! Noi abbiamo questo diritto e meritiamo un posto nelle graduatorie per l’insegnamento… Non ci daremo per vinti!”
Noi ne siamo convinti

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